Visualizzazione post con etichetta I love elenchi.. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta I love elenchi.. Mostra tutti i post

24 settembre 2021

21 agosto 2021

Elenco di quindici #11

1. Sono sempre quella che si veste di buoni propositi e poi non conclude un cazzo. Vi starete chiedendo come si presenta un outfit di buoni propositi: beh è scintillante e apparentemente comodo, con sbuffi di tessuto qua e là.
2. Sono sempre quella che cerca ciò che non dovrebbe nei posti in cui meno dovrebbe, tipo una scatola di biscotti nel frigorifero.
3. Non è vero che non mi manca. Vaffanculo, mi manca ogni singolo secondo di ogni singolo giorno.
4. Riesco a stare al passo coi miei obiettivi quando sono da sola, altrimenti mi adatto alla nullafacenza altrui.
5. Non riesco a non tentare di boicottare le cose belle che mi devono capitare nella vita.
6. Mi mangerei qualsiasi cosa.
7. Resterei senza mangiare per tre giorni.
8. Ripenso ai lucernari, alle mattonelle bianche, alle travi a vista, al rumore del pub sotto casa, al mio letto vuoto, alle porte bianche, a tutto il tempo per me.
9. Non voglio ricominciare a lavorare, succederà fra più di una settimana e già io mi rovino giorni e umore al pensiero della ripresa.
10. Sono stufa di incitare gli altri, non ho nemmeno forza per credere in me, figuriamoci nelle battaglie degli altri.
11. Essere presa. Questo è ciò di cui ho bisogno.
12. E cantare. C'è qualcuno che abbia voglia di strimpellare qualcosa in sottofondo mentre io canto, in una saletta dove il mondo non possa sentire nulla di tutto ciò?
13. Adesso ho bisogno di autunno. Settembre mi fa sempre paura, perché so che adoro fare cazzate nel nono mese dell'anno, ma non fa niente. Andrebbero bene anche le cazzate, a questo punto.
14. Devo continuare a scrivere, ma già oggi sento di aver quasi mancato l'obiettivo. Capita per caso a 20:33 che io pigi questi tasti. Non va bene.
15. Mi manca anche la terapia. Ogni tanto mi chiedo se avrà mai fine. Probabilmente sì e quando succederà mi sentirò male. Fa ridere.



21 novembre 2018

Colpo di coda.

No, niente.
Questo post fa parte del mio "FARE". Che uno si domanda: fare cosa? Cosa fa? Beh. Fa tante cose.

1. Fa freddo.
2. Fa niente, a me il freddo garba proprio.
3. Fa male, quando qualcuno torna e mette nell'orecchio parole dimenticate.
4. Fa incazzare, quando - porcaccialamiseria - devi finire di lavorare prima e finisci comunque dopo e pure male. Oh.
5. Fa schifo la barbabietola. Sa di erba zuccherata al sentore di acqua di bollitura del cavolfiore. Però ha un colore interessante, mi ci farò la tinta.
6. Fa strano sentire la propria voce cantare in modo potente. #nellavitamai
7. Fa piacere tornare in una casa calduccia col temporale fuori e ticchettacchettà sui lucernari.
8. Fa 4. Due più due fa quattro.
9. Fa 30. 2018 meno 1988 fa trenta. Cioè ciao.
10. Fa sospirare, tutto questo. Sospiro e penso che non ce la farò mai, dopotutto. Sono sempre la ragazzina con le gambe storte che cerca il posto esterno della fila, per escludersi un po' già da sola. Per defilarsi senza far scomodare nessuno. Per dare un'occhio al gruppo, alla massa, avere tutto sotto controllo. Per mantenere un profilo basso. Per essere notata solo dal ragazzino strambo che osserva una mosca volare e la vede posarsi sul mio banco, vicino alla mia mano. Vedrà che le mie dita tamburellano, infastidite dal tempo. Vedrà il polso attaccato alla mano, la felpa ripiegata a livello del gomito. I miei capelli un po' viola che si allungano sulle spalle. Probabilmente mi vedrà commossa per quel pensiero che improvvisamente mi passa per la mente, come una nuvola che, per prima, oscura il cielo di ottobre e non ne conosce il motivo. Mi guarderà e penserà che sono bella, nel mio modo strano e invisibile, e giusto, e prezioso. Forse un giorno troverà anche il coraggio di dirmelo. Sí, lo troverà.


11. Fa strano; farà strano, sì. Io a quel "Sei bella" non crederò davvero mai.

17 novembre 2018

FARE.

Ma, allora. Questo sarà un post di cose random dette in una sorta di flusso di coscienza. Sarà tuttavia un flusso di coscienza ordinato, che detta così suona da potente rincoglionimento, cosa che non proverò a smentire.

Innanzitutto questo è il periodo della frustrazione. Mi frustro se vedo che uno spazio libero lavorativo é stato riempito da qualcuno senza avvisarmi. Se la serata-divano subisce repentine modifiche diventando una serata-ho un impegno. Se il bambino che ho davanti continua a dire 'tole' nonostante dica una S meravigliosa in produzione isolata. Se voglio fare una buona azione e questa mi viene cassata. Se mi voglio impegnare nel credere davvero che la mia insalatina sia gustosa e soddisfacente e qualcuno dal salotto mi sussurra "se aspetti venti minuti son pronte le lasagne!".

Ovviamente la frustrazione si tramuta in un impellente bisogno di dare testate al forno. Al muro. A mia madre. Al tavolo.
Le testate cerco di non darle, quantomeno per il benessere di mia madre, se non per il mio. Allora mi butto su altro (sì, sta per arrivare un elenco con molte parentesi):

- lo shopping su Wish (le cose fanno cagare e arriveranno - forse - tra un mese, quindi: perchè?)
- il cibo (sono a dieta, stramegacazzo)
- un immotivatissimo hype per Natale (mi sento già in merda coi regali)
- la scrittura (che esce poco e male, quindi il tutto crea un circolo vizioso allucinante)
- il nervoso (che sento nello stomaco, nel collo, nelle spalle. Ah! Nel sonno - che come la scrittura risulta poco e mal..va beh, avete capito -)
- corsi online, lettura di appunti, studio a caso (rilassantissimo)
- lotte contro mulini a vento (per me o per chi mi sta intorno, ma che sono perse in partenza, potenzialmente fatali, ingarbugliate, insensate. Che rock, cazzo).

Una cosa è certa: devo fare. FARE. Qualsiasi cosa. Fare.
Se mi fermo esplodo. Se mi fermo collasso.
E io - no, no e no - non me lo posso permettere.

Ciao.

14 settembre 2018

Gratitudine.

Grazie:
1. Al qualcuno con cui posso bere il caffè al mattino.
2. Al qualcuno che mi fa vincere l'odio verso chi manda e ascolta messaggi vocali.
3. Alla foto che mi fa sentire bella.
4. Al rumore in casa.


5. Ai miei desideri.
6. A chi mi spinge ad esaudire i miei desideri.
7. Alle situazioni che mi mettono alla prova.
8. Agli obiettivi che ancora stendo.
9. Al mascara.
10. Alla mia voce, a quella degli altri (quando entrambe dicono cose belle).


11. Alle mie gambe che mi portano nel mondo.
12. Alla cancelleria (un amore mai finito).
13. Alla speranza.
14. Al mio essere diversa.
15. Al mio arrivare sempre e comunque ad un elenco di quindici.

Devo andare avanti.

19 novembre 2017

Learnings #16

1. Non è mai troppo tardi.
2. Cambiare è bello.
3. Cambiare implica fare tante cose.
4. Fra queste cose sono contemplate anche delle telefonate.
5. Odio fare telefonate. Questo non cambierà mai.
6. Sono interessante. So parlare in modo interessante. C'è gente a cui piace come parlo.
7. Mettere tanta carne al fuoco ogni tanto fa bene.
8. "Entrare in contatto con" significa sentire dolore inizialmente. L'importante è che l'ago tu lo veda dopo il forone.
9. La crema al pistacchio sul fondo del caffè al posto dello zucchero è buona. Soprattutto perché dà l'idea che in fondo a tutte le cose ci sia del verde.
10. Vediamo di recuperare questa scrittura.
11. Vediamo di recuperare questa vita.
12. Sarei pronta.
13. Una manciata di giorni può sembrare un serbatoio immenso.
14. Una casa bianca e legno, che profuma di lavanda e muschio bianco. Dove ci sia sempre del tè da scegliere.
15. Amami.
16. Il peccato più grave di tutti è l'egoismo.


29 agosto 2017

Incontri ravvicinati di vario tipo. Sì.

Quando si possiede una casa propria (beh, propria è dir troppo, diciamo un rifugio per la notte) arriva quel momento della serata in cui, beh, ci si deve tornare. Per me, tendenzialmente, questo accade in un periodo compreso fra le 23 e le 23.30.
Se avviene prima è perché esco con le mie amiche che, ugualmente vecchie come me, temono lo squillare a vuoto della sveglia mattutina del giorno dopo - mentre noi invano cerchiamo di ricordarci le reali implicazioni della parola 'vita'.
Se avviene in ritardo è perché il giorno successivo non è lavorativo, oppure perché sono deficiente e non ho guardato l'orologio. Nell'ultimo caso ben mi sta.

Comunque. L'obiettivo di questo post è quello di informare chiunque lo legga (siete arrivati fino a qui? Bravi!) che a quell'ora si fanno incontri ravvicinati di vario tipo. Ma tanti, eh. Questi, ad esempio:

1. La famiglia indiana di ritorno dalla festa in centro in occasione del XYZ (celebrazione che cambia a seconda del mese). Di solito un marito che cammina molto più avanti, i due figli nel mezzo e una moglie che, approfittando dell'oscurità, si alza l'orlo del fantastico vestito dai riflessi dorati - che vorrei mi stesse bene almeno un quinto di quanto dona a lei, sempre - e si raddrizza le mutande.
2. Padroni di cani che non si fidano a portare a passeggio i propri animali quando è più probabile incontrare molti umani. Cioè di giorno, come fanno tutti. Di solito si tratta di Dobermann, Alani Arlecchino, Mastini dei Baskerville, Cerberi a tre teste, Tirannosaurus Rex.
3. Ubriachi/e. Persone che dondolano ignare sul ciglio della strada senza curarsi delle auto che - tanto è tardi, non c'è nessuno - sfrecciano a 80 km all'ora. Se si tentasse di aiutarle, alcune risponderebbero che abitano , indicando il nulla. Che non c'è da preoccuparsi. Solo non vedono la loro macchina, ma ci penseranno domattina. Altre invece non risponderebbero, perché sono troppo intente a vomitare. Il suggerimento è quello di tenersi alla larga comunque vada.
4. Gli stronzi. Sono quei sopracitati automobilisti che sfrecciano a 80 km orari e che, vedendo una ragazza inerme, si avvicinano pericolosamente al marciapiede per poi piantare una strombazzata infernale nelle sue orecchie e ridere da soli. Stronzi, appunto.
5. Ciclisti. Ci sono sempre, loro. Pedalano rapidi - tanto è tardi, non c'è nessuno -. Poi ti vedono. Fingono una scampanellata. Frenano rumorosamente e ti circumnavigano che nemmeno Ferdinando Magellano. Simpatici, sì. Stronzi, pure loro.
6. Persone senza animali che, accesa una torcia elettrica nelle mani, si avviano lungo la strada che dà nei campi. Bravi, coraggiosi, di certo amanti della natura -  per carità! - però ditemi anche voi che andare così incontro all'omicidio di propria spontanea volontà è da rincoglioniti. O no?
7. Il vicino di casa che rientra ogni singola sera nel tuo stesso momento. I casi sono due: o va fatto un pensierino di una papabile convivenza, oppure ci si dovrà recare in tribunale per discutere della denuncia di stalking.

E questo è quanto. Per ora.
Credo ad ogni modo che avrò la possibilità di raccogliere nuovi campioni e monitorare la situazione notturna della mia via per molto molto molto molto molto tempo ancora. Sì.
Stay tuned.

Ma soprattutto stayin' alive.
Ciao.

19 giugno 2017

Elenco di quindici #10

Aggiornamento di questo post QUI. Ribadisco. Stai con un musicista se:

1. "Suoniamo alle 21, quindi partiamo alle 15". We love soundcheck. Anche no.
2. "Suoniamo alle 21, quindi saremo a casa per le 3 stanotte". We love anche i ritardi che fanno figo e aspettare tutte le band che suoneranno successivamente. Perchè siamo una grande famiglia.
3. "Tu prendi il borsone dei vestiti". Sì, quello con la maglietta nera col logo figo, la maglietta chiara che se fa caldo non si sa mai, la camicia che se si alza l'arietta poi sto male, la felpina leggera che metti che diventa nuvoloso, la felpa pesantina che va bene che è estate ma siamo in collina/semimontagna, i calzini doppi no che sono già infilati nel cruscotto e..ah! Le solette di ricambio che mi puzzano i piedi.
4. "Si sentiva la fisa? E la tastiera? E la voce nei cori?". Tutto questo dopo che durante il concerto lui ti fa cenni segreti che manco il miglior giocatore di briscola in coppia.
5. "Tu suoni nel gruppo?". No. "Ah canti?". No, sono la ragazza del... "Aaaah, sei la GROUPIE!". Mi stai dando della pu-..va beh. Quello che vuoi.
6. "Facci un po' di foto, mi raccomando". Fa niente se il mio Lumia fa foto sgranate e sfuocate anche se mentre clicchi fai un respiro troppo sentito.
7. "Ho pubblicato la foto del concerto, hai visto?". Ho visto. Vedo tutto. Anche tutti i "mi piace" delle zoccole, cosa credi?
8. "C'era uno che mi ha chiesto se mi andasse di suonare con lui". Sicuro. Di notte. Tra le 3 (visto che si torna a quell'ora - vedi punto 2.) e le 4.
9. "Sai quell'impegno che abbiamo fissato da un anno e mezzo? Non ci sono. Ho un concerto".
10. "Ah, fai gli anni proprio il 24? E non puoi spostarlo di un giorno che il 24 suono?".
11. "Cosa dicono le tue amiche che sono venute a sentirmi suonare? Sono piaciuto?". È chiaro che sei piaciuto, altrimenti non sarebbero nella mia cerchia di amicizie. Ma con non troppo entusiasmo, perchè non ho amiche troie, IO.
12. "Senti questo punto dell'arrangiamento in questa canzone. È un genio. Cambia tutto". Captare segnali alieni, ci stai riuscendo. Io meno.
13. "Tranquilla, ci sono anche le fidanzate di tutti gli altri". Non ci sono, mai. Perchè sono più furbe di te.
14. "È un musicista particolare. In pratica sperimenta dei nuovi suoni pur rimanendo sul classico. Ti piacerà". Farà cagare.
15. "Buongiorno amore, ben svegliata. Stasera suoniamo alle 21, ma prima del concerto facciamo le prove, quindi partiamo tra cinque minuti".

Bello de zia.

17 giugno 2017

Learnings #15

1. Sono arrabbiata, triste e stanca.
2. In estate fa caldo. Non basta la doccia. Fa sempre caldo.
3. Quella che va avanti sono io. Non devo dubitarlo mai.
4. Non devo sentirmi in colpa perché sono capace di sognare.
5. La ruota gira.
6. Non sono abbastanza, mai. Forse anzichè combattere contro questa sensazione, sarebbe il caso per una buona volta di accettarla. Farla accomodare sul divano con me, tipo.
7. Non devo mettermi davanti al ventilatore.
8. Anzichè accettare l'aumento di affitto da settembre, forse sarebbe meglio trovare un posto tutto mio. Meno arancione, ad esempio.
9. Se si marcia a lungo, poi i piedi ne risentono.
10. Marciare tanto, tuttavia, distrae il cuore.
11. Capelli rossi tutta la vita.
12. Sono diventata grande.
13. Bisogna sempre ascoltare quella vocina dentro che suggerisce empaticamente che le cose da dire non sono finite.
14. Le frasi ad effetto fanno effetto, sì, a caldo, ma gli uomini non capiscono mai un cazzo.
15. È necessario concludere l'elenco con un numero le cui cifre sommate diano 7, quindi ci salutiamo tra una riga. A tra poco.
16. Bravi, avete fatto la somma per essere sicuri? Io non dico mai bugie. Ciao.

I love caffè 
💚🐸

23 aprile 2017

Elenco di quindici #9

Le quindici cose che mi fanno incazzare di più:
1. Quando sono incazzata e non lo posso esprimere. Quegli episodi, per intenderci, correlati a pensieri del tipo "Peccato che non è più inverno e non indosso lo stivale col carroarmato sotto, perché mi piacerebbe sapere come starebbe bene la mia suola tatuata sulla tua fronte". Poi subentra il pacifismo, eh. Eh.
2. I ciclisti sul marciapiede (so che parlarne proprio in questi giorni..scusatemene).
3. La superficialità.
4. L'arroganza che subentra alla superficialità.
5. Le persone che mancano di rispetto all'altrui impegno.
6. La tinta labbra color lampone che nella frenesia delle 7.03 del mattino scappa da sola dalle mani e dipinge una luna sul lavandino bianco. Grazie, ora inizierò la giornata con un sorriso in più. Non il mio, quello del lavabo.
7. Le persone che dicono "Ah, queste scarpe nuove sono comodissime!". Solo i miei piedi si ribellano a una qualsivoglia calzatura riempiendosi di lividi fino all'altezza del polpaccio? Zio caro.
8. La cervicale che dona deliri allucinati e mal di testa post sbornia a chi non ha mai bevuto e fumato in quasi 29 anni di vita.
9. Fratellopaziente che riesce a dormire anche sotto i bombardamenti e poi io; io, che se alle 5.08 del mattino una particella di pulviscolo atmosferico passa troppo vicino al mio padiglione auricolare, mi sveglio. Per sempre.
10. HERE Drive+. Il navigatore Windows Phone. Fai cagare.
11. Windows Phone. Fai cagare. Mai più nella vita (che potrebbe essere un'altra idea di una lista di quindici).
12. Chi non fa il proprio lavoro con precisione e chiede agli altri di mettere una pezza. E in fretta, magari, che la relazione del paziente deve essere pronta fra un'oretta al massimo.
13. L'epistassi al cambio di stagione. Va bene una, vanno bene due, volendo anche tre, ma non sei volte al giorno, grazie.
14. Me stessa quando mi convinco che le vitamine facciano miracoli e invece, alla fine della confezione, mi sento più morta di prima.
15. I bambini che infilano due monete contemporaneamente nella macchinetta del caffè inceppandola e costringendomi all'astinenza di caffeina per tutto il resto della giornata. Vi odio.

Ciao.

19 novembre 2016

Black Moon. No, black tutto.

Ecco. Questo non sarà uno dei miei Learnings e nemmeno un Elenco di 15. 
Sarà un elenco giusto per fare un elenco. Perchè a me gli elenchi piacciono molto, se non si fosse capito. Mettono le cose in fila.

1. Essere felici per gli altri è giusto e bello, fino a che non si arriva ad un limite. Poi una vorrebbe anche farsi gli affaracci suoi e via col liscio.
2. Mi chiedo quando c'è stato questo passaggio per cui prima piangevo per la biro multicolor a cui si era scaricato il verdebosco e invece adesso piango per la vita.
3. Una inizia a metà novembre a pensare ai ragali perchè per una volta vuole fottere la sua naturale tendenza a posporre e il fato le si rivolta contro.
4. Le maschere peel off. Sento di essere chimicamente legata al loro ideatore. Se mi stai leggendo, beh. Contattami.
5. Certe volte capita che stai immersa nella merda fino alla radice dei capelli e, tanto per non farti mancare niente, vai a fare un giro per campi e ti tuffi in una montagna di letame. Credo sia per testare la propria personale resistenza.
6. Pizzoccheri, taleggio, pizza alla diavola, tortelli e castagne. 
7. Non passerà. Non con il solo tempo.
8. Può darsi che se una non si è tolta uno sfizio, poi sia un casino allucinante resisterci.
9. Se me lo dite in tanti che canto bene, forse mi convinco che qualcosa di bello c'è, e faccio un corso di canto. No, non è vero. Ahah.
10. Secondo me la colpa è della zingara che si è dimenticata di farmi vedere che è da anni che ho pescato la Luna Nera. 'Sta vacca.



11. La voglia di buttare dal balcone il telefono. A me dispiace tanto, ma uno di questi giorni lo spengo e sparisco.
12. Se dovessi mai sparire non cercatemi.
13. Per fortuna iniziano ad esserci quelle cose carine tipo le luminarie, il freddo, la neve, i lustrini, i nastri, i campanellini, i disegni olografici, Santa Lucia e tutto sembra meno schifoso. Nah. Oggi non ci credo manco io.
14. Voglio uno di quei maglioncioni superpesanti in stile natalizio che fanno venire in mente la pippaggine dei pranzi coi parenti mitigata solo dalla bontà della crema al mascarpone finale sul pandoro.
15. E mica finirò col numero quindici, che davvero lo dovevo chiamare "Elenco di quindici", 'sto post? Ma porcaccia la miseria. Io e il Disturbo Ossessivo Compulsivo.

15 ottobre 2016

Elenco di quindici #8

Tipologie di genitori e/o pazienti che potrebbero capitare nel caso in cui si lavorasse per un servizio di Neuropsichiatria Infantile.

1. NEGAZIONISTI. Quelli che se dici: "Ehi, devi forse soffiarti il naso?", ti guardano e rispondono: "No!" come se avessi proposto di amputare loro un braccio, leccandosi le caccole arrivate fino al livello del mento.
2. DITTATORI. Quelli che sovrintendono i lavori e con le mani piantate sui fianchi esordiscono con: "Allora adesso giochiamo con Masha e Orso, Peppa Pig e poi facciamo le bolle". Sono, per intenderci, gli stessi con cui passerai dieci minuti impegnata nell'arduo tentativo di convincerli che se anche ogni tanto fai la cretina, loro sono i piccoli e tu l'adulta.
3. SUBACQUEI. Quelli che se lasciano cadere la matita, il colore, il pezzo di puzzle o di lego per terra, poi ci impiegano ore per raccoglierlo e tu temi che siano riversi sul pavimento a corto di ossigeno, con le gambette che sbattono sulle mattonelle.
4. TUTTOFARE. Quelli che: "Coloro io la scheda!", "Taglio io!", "Incollo io!", "Butto via io la carta!", che se mettessero lo stesso entusiasmo negli esercizi di articolazione batterebbero Mentana nelle gare di spelling e battute al minuto.
5. RIVOLUZIONARI. Quelli che è tutto "No". "Lavoriamo?", "No". "Coloriamo?", "No". " Giochiamo?", "No". "Restiamo qui?", "No". "Allora andiamo dalla mamma?", "No". Occhei.
6. ENTUSIASTI. Quelli che si stupiscono di qualsiasi cosa vedono. "Oh!! Il gioco di Peppa! Un libro arancione! Le pagine di carta! La colla appiccica! L'acqua è bagnata! Sono vivo!!". Se non fosse diseducativo, sarebbe da chiedere loro il nome del pusher di fiducia.
7. ZOMBIE. Sono quelli che si muovono e/o lavorano soltanto in cambio del loro personalissimo cervello da gustare. Di solito macchinine, dinosauri, bolle o disegni da colorare.
8. EVERGREEN. Sono quelli che vengono in terapia da tanto tempo, talmente tanto che arrivano a conoscerti e a preoccuparsi per te più della tua stessa madre. "E la micia come sta?". "Le vacanze al mare sono andate bene?". "Devi andare a casa a piedi con la pioggia?".
9. ILLUSI. Quelli che, quando compili la cartella per la dannatissima burocrazia, strabuzzano gli occhi e chiedono: "Oh, mancano poche righe! Quando è tutto scritto questo foglio vado via e non ci vediamo più?". Ehm no. Ne prendo uno nuovo e ricomincio, gioia.
10. AGENTI IMMOBILIARI. Sono quelli che sono tanto interessati a sapere se di notte, quando i bimbi vanno via dal centro e le luci sono spente, io mi metta a dormire nella mia stanza di terapia. È bella, è verde, ha giochi e disegni ma no. Alla sera scappo a gambe levate.

Quindi. I genitori:
11. TRADUTTORI. Quelli che il bimbo dice: "Maoeididi?", e loro sanno che vuole sapere dov'è il "Didi", il dinosauro. "Òonamotia?", ma certo, dopo andiamo dalla zia. "M73hdmwodpo#wueiuw*edbwk". Ah, vuole accertarsi che il lascito testamentario venga condiviso anche con Bobi, il cagnolino di pezza.
12. RICATTATORI. Quelli che: "Se Martina mi dice che hai fatto il bravo, dopo ti compro il gelato, altrimenti no". Che se la seduta è andata maluccio mi viene un coccolone al momento dell'uscita, insomma.
13. GIUSTIFICATORI. Quelli che: "Eh, le liste da leggere non siamo proprio riusciti a farle, non abbiamo avuto tempo questa settimana". Che, cazzo!, 120 secondi netti per leggere una cinquantina di parole non trovati sono una cosa grave in 7 giorni; significa non aver tempo di far pipì o cacca. E la mia conseguente esplosione non è ira, ma grave preoccupazione per la diuresi del ragazzino.
14. CATERPILLAR. Sono quelli che non mostrano un minimo di entusiasmo o flessibilità manco se il figlio torna da loro recitando la Divina Commedia a memoria. Al contrario. Con un bavaglio in bocca.
15. CUOCHI. Sono quelli che della vecchia storiella della mela alla maestra hanno fatto una sicurezza nella vita. Per il compleanno del figlio, il compleanno della terapista, il compleanno della segretaria, gli onomastici, Pasqua, Natale, Epifania, hanno sempre un dolcetto da portare al centro.

Tanto per dimenticare che la vita sa essere difficile. 
Per affogare nelle calorie.
E morire. 
Felici.
Amen.

25 settembre 2016

Learnings #14

1. L'uomo, per sopravvivere, necessita di cambiamento. Grazie al cazzo, direbbe Darwin.
2. Se esci tardando dal lavoro dopo esserci stata 11 ore, hai il ciclo simil cascate del Niagara e le scarpe rotte ti fanno sanguinare i piedi, non hai comunque il diritto di sederti sul marciapiede e piangere come una bambina (anche perchè un ciclista ti potrebbe falciare all'istante, incurante della tua esitenza. Insisto, sì).
3. A volte ci si accorge di essere ottimi ascoltatori e pessimi oratori.
4. Riformulo: io non ho le parole necessarie per parlare a qualcuno davvero di come sto.
5. Vorrei avere il tempo di organizzare le idee che mi ronzano in testa in un elenco tipo quello che sto scrivendo ora.
6. L'amore, quello vero e forte e profondo, quello che non avevo mai provato, ultimamente mi sta salvando la vita.
7. Alle persone, in generale, non è che freghi molto.
8. Va bene, proviamo anche questa maschera anti stress al salice bianco e BIO timo. Se è bio, fa bene, no?
9. Quanto è difficile essere entusiasta quando vorrei solo nascondermi sotto il piumone con uomo e gatto che mi si accoccolano intorno?
10. Non ho tempo.
11. Ho dato un'occhiata a master e corsi di specializzazione. Perchè l'ho fatto? Io. Non. Ho. Tempo.
12. Internet può essere un mezzo eccezionale. Devo racimolare idee e coraggio e farmi avanti.
13. Voglio scrivere, cantare, creare di più.
14. Non voglio "vivere". Voglio vivere.
15. Ripetersi le cose aiuta a fissare i concetti.
16. Non voglio "vivere". Voglio vivere.


Una stanza PIENA di micini.

9 agosto 2016

Learnings #13

Durante questa estate sto sperimentando un'alternanza continua di momenti in cui sembra tutto perfetto e altri in cui prenderei a mazzate la gente. 
Detto questo sono in ferie, quindi va tutto molto bene. Figuriamoci quando sarò anche in vacanza.

1. Credo che le proprie fortune non vadano sbandierate e mostrate al solo scopo di procurare invidia. Credo che vadano conservate ed osservate come piccoli gioielli preziosi, ma forse sono io che lo credo perchè durante la mia vita mi è stato insegnato a guadagnarmi le cose.
2. La gente non capisce quanto coraggio serva per indossare un costume a due pezzi.
3. A volte è necessario guardare film horror che - si sa - ti faranno cagare.
4. Ho sempre paura di disturbare la gente. Nel dubbio non faccio, non dico, non chiedo. Ed è sbagliato, perchè io non disturbo nessuno, lo so. Devo solo convincermene.
5. Quando scrivi un racconto e il finale è presente nella tua testa ma non si concretizza, è una rottura di scatole.
6. Ho una grande capacità di resistenza, e penso derivi dal fatto che so interpretare abbastanza i pensieri che si annidano dietro a quei comportamenti che farebbero incazzare pure il Dalai Lama.



7. Ho sonno ma non riesco a dormire.
8. Se passo un giorno al fiume col costume a due pezzi, poi ne passerò altri tre come minimo a grattarmi le scottature nonostante avessi la crema. È un'ingiustizia.
9. I gatti sono animali notturni e, quando ne hanno la possibilità, scappano dal balcone e non si sa dove vadano. Bisogna farsene una ragione, oppure ti ammazzeranno.
10. Ci sono menti affini. Punto.
11. Se l'acqua mi arriva al seno, anche se tocco e non sono in pericolo, io SO di poter morire. Lo so.
12. Concludo. I frullati di pesca con latte e ghiaccio tritato sono i migliori amici della mia estate. Grazie Magic Bullet tarocco. Grazie.


7 maggio 2016

Learnings #12

1. Io sono importante.
2. Non sono abituata a lamentarmi. Non lo faccio perchè penso di essere fortunata, e perchè credo che le cose brutte succedano a volte a me perchè sono in grado di superarle.
3. La gente non è abituata a sentire qualcuno che non si lamenta, così a volte dice che io sono strana perchè a me va bene tutto. 
4. A me non va bene tutto, ma di lamentarmi non sono capace. Quindi non lo faccio. Ed è una scelta precisa e consapevole.
5. Dormire è fondamentale.
6. Guardare tutorial su youtube fa credere alle persone di essere plausibilmente competenti in arti e mestieri. Il che è inesatto.
7. Vorrei provare a dipingere con gli acquerelli perchè ho visto dei tutorial su youtube.
8. Scrivere per me è importante. È importante, io non me lo devo dimenticare.
9. Le coroncine di fiori in testa e i pantaloni hippie sono fighi.
10. Non avrei mai pensato in vita mia di dire che i fiori o qualcosa di floreale fossero fighi.
11. Quando amo, io amo tanto.
12. Ho comprato una crema solare protezione bambini e un cappello bianco; ci ho messo quasi 28 anni, ma l'ho capito che contro il sole non sono imbattibile.
13. Non so quasi niente.
14. Io vado avanti, sempre.
15. L'estate mi fa paura.
16. Molte cose mi fanno paura, tipo i pipistrelli, guidare, le persone cattive e l'idea di perdere qualcuno che amo senza capire il perchè.
17. Vorrei sedermi sulle rive di un laghetto di montagna con un panino con la mortadella in mano e pucciare i piedi nell'acqua mentre mastico.
18. Oltre al sole, c'è anche un'altra cosa che non posso sconfiggere: il tempo.
19. Le scelte che ho preso e prendo, piccole o grandi che siano, fanno di me ciò che sono e del presente la mia vita.
20. Io sono importante.


3 aprile 2016

Posti.

Ho tutta l'intenzione di segnarmi tutti i posti in cui vorrei andare.
Così, giusto perchè poi non mi si dica che non ho ambizioni o che non esprimo i miei desideri. Che poi non sono così estremi. Saranno quasi tutte destinazioni italiane o comunque vicine all'Italia. Il che mi fa anche pensare che sono un po' una sempliciotta. Ma va bene così. 
Magari lo faccio anche per riaprire questo post un giorno e depennare i numeretti (viva gli elenchi). E anche perchè a parlarne un po', le vacanze sembrano quasi più vicine e possibili.

1. Le Cinque Terre. In particolare voglio vedere per forza questo paesaggio proprio da questo punto di vista:

2. Firenze. Io non ho mai visto Firenze.

3. Il lago di Endine. Mi piace.

4. Marsiglia. Sarà che mi fa venire in mente il sapone, ma mi dà l'idea di un posto pulito.

5. Il Castello di Sammezzano, Reggello. Collegabile al punto 2, dato che si trova in provincia di Firenze. Ha questa stanza. No, dico:

6. Vari altri laghi (come idea il lago mi piace, se non si fosse capito). Ad esempio il lago di Misurina e quello di Braies.




7. La Foresta Nera. Ha un bel nome. E è un verdebosco.

8. Siviglia. Fa rima con Marsiglia, e quindi mi piace. Boh. Mi pare una ragione sufficiente.

Per ora basta, dai. Se no mi viene la depressione. Ciao.