Ecco: mi chiedo cosa ci spinga, a volte, a parlare con degli sconosciuti. A dare loro fiducia. Non ce la ricordiamo la mamma di quando eravamo piccoli?
Non abbiamo interiorizzato la regola a cui non dovremmo sgarrare mai?
Roba che tipo uno accetta l'amicizia su facebook di uno dei giocatori online che fa parte della sua squadra nella piattaforma di gioco, ma non si fila di striscio (e anzi snobba pure) molti dei vecchi compagni di elementari e medie.
Dico: singolare, no?
Mi è capitato. Probabilmente per quel vecchio fatto che è molto più facile aprirsi con chi non ti conosce da sempre, unito ad un pizzico di capacità nell'entrare in empatia con gli altri.
Quello che di certo so è che in casi come questi i più piccoli e marginali legami che in un rapporto reale non attirerebbero l'attenzione, vengono ingigantiti a dismisura. Qualcosa tipo "Ma scherzi, anche io e la mia compagnia di amici abbiamo fatto un Carnevale a tema cattivi Disney, assurdo!", oppure "Naaaah, anche tu colazione con le Gocciole, grandissimo!!".
Cioè: ripigliamoci.
Poi no: ci sono quei casi in cui qualcosa di diverso c'è, ma non è sempre un bene coltivarlo. La strana convinzione del "che bello avere un amico che mi attende in ogni parte del mondo", mi pare troppo assimilabile a quel vecchio detto dei marinai con una puttana in ogni porto. E, tuttavia, ci si tenta sempre.
Oh, che alla fine non è poi tanto lontano dalle storie con quegli uomini improbabili, che il sistema di allarme nella testa fa scattare le sirene e urla "NOO! GUAI! GUAI IN VISTA, CASINI, NUBIFRAGI, CATASTROFI AMBIENTALI, ARMAGEDDON, APOCALISSE, BUCO NERO!". E tu lo sai, ahh se lo sai. Ma lo spegni e ti godi quel silenzio carico di elettricità statica, percorrendo un sentiero lastricato di buone intenzioni.
E poi son cazzi tuoi.
O meglio: cazzi miei.
A me gli sconosciuti piacciono.
8 agosto 2014
23 luglio 2014
PER VOI.
Mi chiedo chi mai abbia inventato questa cosa dei regali, che non la capisco proprio fino in fondo. È un po' quel: "Complimentoni, sei rimasta viva un altro anno e in discrete condizioni, quindi ti meriti un premio". Va beh. Leviamoci il costume da sociofobiche e arriviamo al dunque. Volevo fare qualcosa di diverso, tipo scrivere delle cose belle che evidenzino quelli che per me sono i veri regali di tutti i giorni, non del 24 luglio.
Per me "regalo" è:
- la mia famiglia, sempre. Per prima. Fregancazzo del resto.
- fare un lavoro che amo e che odio, ma soprattutto amo;
- il saluto alle 5,30 che arriva mentre dormo ma al quale rispondo non appena riesco, carico di quei significati che hanno solo le cose belle e spontanee;
- aver imparato a scoprire cosa c'è dietro una facciata costruita a forza di strada percorsa, lacrime, orgoglio, "fa niente" e respiri lenti per non scoppiare, che a un muro è più facile pisciarci contro che restare a guardarne i graffiti;
- le lacrime in quegli occhioni neri neri di chi si mette nei tuoi panni e non immagina quanto prezioso diventi quell'istante, che condividere le difficoltà, parlare, parlare, parlare è il modo migliore per riuscire a trovare una soluzione;
- la memoria precisa di chi si ricorda di te, ha timore di perderti, non vuole che sia così, e te lo dice sempre a chiare lettere, senza sbavature di rimmel ma al massimo di cuore;
- la semplicità di chi guarda il cielo con gli occhi ben aperti, anche dietro a occhiali a specchio, e il naso che si muove quando la bocca dice "o";
- la voglia di condivisione di chi non si sente mai abbastanza ma si mette in gioco sempre, e ha occhi speciali per trovare negli angoli più improbabili immagini da immortalare come cartoline di piccola felicità;
- la voglia di fare progetti, di pensare al futuro, di vivere senza bisogno di ascoltare tutto ciò che viene detto, perchè una crosta bruciata da addentare aspetta sempre dietro l'angolo;
- la bellezza enorme, dirompente, violenta di chi ti mette in braccio il proprio cucciolo e si fida di te, delle tue braccia, della tua cautela, e ti lascia addosso solo vita nuova e speranza;
- i messaggi di chi non è mai lontano nonostante lo sia e la cui distanza non ha mai reso possibile l'incomprensione;
- la neve che è nonna e dono dal cielo;
- il caffè condiviso della macchinetta il mattino alle 7.36 circa;
- la delusione che ormai si tramuta in constatazione, perchè distanze inesistenti diventano voragini se non rifocillate di rocce e terra fresca per permettere il passaggio;
- le buone idee da scrivere, che se non ci arriva la realtà, la fantasia dà una mano grande;
- la voce per cantare, che a volte i silenzi si devono riempire con un po' di note, e non sempre le batterie dell'mp3 reggono;
- rendersi conto che son tanti regali, e sentirsi fortunate.
Si diventa grandi, perdincibacco.
Per me "regalo" è:
- la mia famiglia, sempre. Per prima. Fregancazzo del resto.
- fare un lavoro che amo e che odio, ma soprattutto amo;
- il saluto alle 5,30 che arriva mentre dormo ma al quale rispondo non appena riesco, carico di quei significati che hanno solo le cose belle e spontanee;
- aver imparato a scoprire cosa c'è dietro una facciata costruita a forza di strada percorsa, lacrime, orgoglio, "fa niente" e respiri lenti per non scoppiare, che a un muro è più facile pisciarci contro che restare a guardarne i graffiti;
- le lacrime in quegli occhioni neri neri di chi si mette nei tuoi panni e non immagina quanto prezioso diventi quell'istante, che condividere le difficoltà, parlare, parlare, parlare è il modo migliore per riuscire a trovare una soluzione;
- la memoria precisa di chi si ricorda di te, ha timore di perderti, non vuole che sia così, e te lo dice sempre a chiare lettere, senza sbavature di rimmel ma al massimo di cuore;
- la semplicità di chi guarda il cielo con gli occhi ben aperti, anche dietro a occhiali a specchio, e il naso che si muove quando la bocca dice "o";
- la voglia di condivisione di chi non si sente mai abbastanza ma si mette in gioco sempre, e ha occhi speciali per trovare negli angoli più improbabili immagini da immortalare come cartoline di piccola felicità;
- la voglia di fare progetti, di pensare al futuro, di vivere senza bisogno di ascoltare tutto ciò che viene detto, perchè una crosta bruciata da addentare aspetta sempre dietro l'angolo;
- la bellezza enorme, dirompente, violenta di chi ti mette in braccio il proprio cucciolo e si fida di te, delle tue braccia, della tua cautela, e ti lascia addosso solo vita nuova e speranza;
- i messaggi di chi non è mai lontano nonostante lo sia e la cui distanza non ha mai reso possibile l'incomprensione;
- la neve che è nonna e dono dal cielo;
- il caffè condiviso della macchinetta il mattino alle 7.36 circa;
- la delusione che ormai si tramuta in constatazione, perchè distanze inesistenti diventano voragini se non rifocillate di rocce e terra fresca per permettere il passaggio;
- le buone idee da scrivere, che se non ci arriva la realtà, la fantasia dà una mano grande;
- la voce per cantare, che a volte i silenzi si devono riempire con un po' di note, e non sempre le batterie dell'mp3 reggono;
- rendersi conto che son tanti regali, e sentirsi fortunate.
Si diventa grandi, perdincibacco.
20 giugno 2014
9 giugno 2014
Viva i sinonimi.
Siccome riconosco di essere una persona alquanto scurrile e in questo periodo dell'anno la mia indole da scaricatrice di porto si palesa in tutta la sua disarmante loquacità, in questo post farò utilizzo del dizionario dei sinonimi. Si sa mai che qualche lettore ne uscisse scandalizzato.
L'argomento è questo: il caldo MAIALE.
Le vedo, quelle sculet..ancheggianti signorine dotate di occhialetti da sole all'ultima moda (quelli con la montatura di plastica colorata tendenti ad avere una forma nerdica, per intenderci), con le loro macchinette fotografiche marca "Riflesso", le loro gambe perfette adese agli shorts e le canottierine leggere.
Posso descrivervi le fotografie risultanti a memoria, tenendo gli occhi chiusi.
Luce altissima, a voler dimostrare quanto ca...diamine il sole di quest'oggi brucia la pelle, primo piano sul volto a voler mostrare quanto ca..perdirindindina i loro occhi siano azzurri (il 65% ha gli occhi azzurri), e quanto già si veda (vedete??vedete??) il segno dell'agognata abbronzatura.
Il restante 35% punterà chiaramente o sull'accecante biondaggine della capigliatura o sull'indicibile perfezione delle proprie gambe allungate sulla sdraio o sul tappetino in spiaggia.
Ebbene, vi dirò: quella che parla è la voce dell'invidia. Sì.
La mia carnagione fa riferimento a quella del conte Vlad (era fottu..dannatamente morto, nel caso vi sfuggisse), ponendosi fra le nuances del latte e dello yoghurt magro. Le rare volte in cui mi sottopongo a manciate di minuti (ho detto minuti, sì) sotto al sole senza protezione, il risultato è questo:
Uno dice: va beh, durante il giorno ti conviene stare rinchiusa nel tuo bunker personale o cambiare lato della strada a seconda di dove si posizioni il sole proiettando la sua ombra. Va beh, dai. Di sera però è piacevole uscire con la libertà di non indossare sciarpe e cappottoni.
NO: NON AVETE CAPITO. Da recenti studi scientifici è stato accertato che la mia personale qualità di sangue è la più apprezzata da zanzare ed insetti simili. Ergo, evitando l'effetto Gabibbo sopracitato, il risultato che in ogni caso si andrebbe ad ottenere sarebbe questo:
Che si parli di effetto Gabibbo o di effetto Pimpa, diciamolo in maniera univoca: il risultato fa ca..evacuare.
Per cui non ci sarebbe degna conclusione per questo post se non dicessi, dizionario dei sinonimi alla mano e senza incespicarmi manco una volta: "Cara, irresistibilmente affascinante estate: mi stai sul pene".
L'argomento è questo: il caldo MAIALE.
Le vedo, quelle sculet..ancheggianti signorine dotate di occhialetti da sole all'ultima moda (quelli con la montatura di plastica colorata tendenti ad avere una forma nerdica, per intenderci), con le loro macchinette fotografiche marca "Riflesso", le loro gambe perfette adese agli shorts e le canottierine leggere.
Posso descrivervi le fotografie risultanti a memoria, tenendo gli occhi chiusi.
Luce altissima, a voler dimostrare quanto ca...diamine il sole di quest'oggi brucia la pelle, primo piano sul volto a voler mostrare quanto ca..perdirindindina i loro occhi siano azzurri (il 65% ha gli occhi azzurri), e quanto già si veda (vedete??vedete??) il segno dell'agognata abbronzatura.
Il restante 35% punterà chiaramente o sull'accecante biondaggine della capigliatura o sull'indicibile perfezione delle proprie gambe allungate sulla sdraio o sul tappetino in spiaggia.
Ebbene, vi dirò: quella che parla è la voce dell'invidia. Sì.
La mia carnagione fa riferimento a quella del conte Vlad (era fottu..dannatamente morto, nel caso vi sfuggisse), ponendosi fra le nuances del latte e dello yoghurt magro. Le rare volte in cui mi sottopongo a manciate di minuti (ho detto minuti, sì) sotto al sole senza protezione, il risultato è questo:
| Che posa SESSSSSI. |
NO: NON AVETE CAPITO. Da recenti studi scientifici è stato accertato che la mia personale qualità di sangue è la più apprezzata da zanzare ed insetti simili. Ergo, evitando l'effetto Gabibbo sopracitato, il risultato che in ogni caso si andrebbe ad ottenere sarebbe questo:
| Oh. Cielo. |
Per cui non ci sarebbe degna conclusione per questo post se non dicessi, dizionario dei sinonimi alla mano e senza incespicarmi manco una volta: "Cara, irresistibilmente affascinante estate: mi stai sul pene".
24 maggio 2014
Tiriamo le conclusioni.
La logica mi porterebbe a pensare che dovrei avere raggiunto una sorta di equilibrio emotivo che mi consenta di stare generalmente bene, inteso come tendente al "ehi: bene davvero, non sto scherzando".
Nella realtà dei fatti, questo è l'elenco delle cose per cui ultimamente mi metto a piangere:
- vignette idiote che si condividono su facebook;
- scoprire di non avere tempo per fare la ceretta alle gambe con le strisce depilatorie (ve le ricordate le strisce?) al giovedì sera;
- scoprire che magicamente, durante la notte, la mia agenda di pazienti disastrati si è allungata ulteriormente prevedendo bambinetti ancora più disastrati*
- *scoprire che per bambini ancora più disastrati si intendono sottospecie umane di diavoletti della Tazmania e/o discendenti diretti e altrettanto vivaci di Otzi;
- occasioni in cui è necessario fare buona impressione e/o mostrare la mia inesistente inclinazione per la socialità;
Nella realtà dei fatti, questo è l'elenco delle cose per cui ultimamente mi metto a piangere:
- vignette idiote che si condividono su facebook;
- scoprire di non avere tempo per fare la ceretta alle gambe con le strisce depilatorie (ve le ricordate le strisce?) al giovedì sera;
- scoprire che magicamente, durante la notte, la mia agenda di pazienti disastrati si è allungata ulteriormente prevedendo bambinetti ancora più disastrati*
- *scoprire che per bambini ancora più disastrati si intendono sottospecie umane di diavoletti della Tazmania e/o discendenti diretti e altrettanto vivaci di Otzi;
| Otzi. |
- vedere persone che oltrepassano la soglia della porta dopo anni (secoli, addirittura) e, non dicendo nulla, nei dialoghi silenziosi tra di voi si odono le parole "sì, lo so: siamo le uniche coglione che resteranno per sempre qui";
- i treni in ritardo, poco tempo per fare le cose e corse da fare, possedendo la stessa attitudine sportiva di un pachiderma. Morto, s'intende;
- la previsione di un'Apocalisse in arrivo;
- la gente intorno che irradia beatitudine per l'estate che arriva. Cazzo ti ridi? Fa caldo, si suda, si puzza, sarà il mio compleanno e io avrò le solite due settimane di ferie in agosto in cui compatirò me stessa e la mia vita;
- l'essere abbastanza o il non esserlo;
- le sconfitte e le conseguenti testate al tavolo che non si possono (più) dare;
- la foto uscita di merda;
- Lo smalto che non è simmetrico tra le due mani, ma non sei ambidestra e quello sulla destra fa schifo ma la destra è la mano che usi di più e quindi FAFFANBAGNO.
Tirando le conclusioni, diciamolo: sono una bimbaminkia di merda.
Andrò a piangere in bagno e mi farò un selfie.
13 maggio 2014
Prendetemi come sono.
PERSONE
NORMALI
- Oggi ero un po’ triste perché mi manca avi..
- Oh, che tenero..ma chi è avi? Hehe..
- Oh quanto son scemo, la vecchiaia galoppa insieme al correttore automatico: tu mi
MANCAVI… :P
- Owwwwww….
IO
- Oggi ero un po’ triste perché mi manca avi..
- Owww che tenero..ma chi è avi? Hehe..
- Avi, non ricordi? Il ragazzo vietnamita dello
scambio interculturale….
ESATTO. IO.
5 maggio 2014
Toh, per una volta tanto, incoerenza [oh parbleau - se si scrive così]
Una si fa dei piani in testa, si fa un elenco certo di tutte quelle frasi che è sicura le sue labbra non saranno più in grado di pronunciare.
Che ne so, tipo: "mi fido di te", "mi fai stare bene", "mi sento al posto giusto, al momento giusto, con la persona giusta", "sono quasi felice".
E poi, ecco:
..manda tutto a puttane.
La coerenza, santa pazienza.
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