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15 agosto 2021

Ferragosto.

Ieri sono stati qui Fratellopaziente e ragazza. E non so se siano strascichi della mia emicrania con aura, del caldo che ieri mi ha fatto particolarmente soffrire, della conseguente aria condizionata accesa, della birra che ho bevuto (ma da quando? Mi ha sempre fatto schifo) o del bicchiere di Porto finale, ma stamattina il mal di testa non mi dà tregua.

Non ero più abituata a qualcuno che fumasse e oggi la casa al risveglio mi sembrava un covo di latitanti costretti alla segregazione, motivo per cui ho spalancato tutte le finestre ricercando un filo d'aria che, beh: non c'è. Il 15 agosto sarebbe anche strano trovarlo, d'altronde.

"Pensavo a te". Così ha scritto verso l'ora di pranzo quello che ancora qui un'etichetta non ce l'ha ma che dovrebbe averla, nonostante la mia ritrosia. Quello che si comporta come la zanzara tigre che abita la mia cucina stamattina: la sento ronzare intorno alle orecchie, appoggiarmisi addosso, provare a pungere, eppure se provo a schiacciarla è molto più lesta e furba di me. Dannato mal di testa.

Effe dorme. Io scrivo e mi illudo di riuscire a prendere il master in mano e fare qualcosa di produttivo. Mi faccio ridere da sola, sì.

La verità è che sono io la cattiva ragazza. Da sempre, tipo.



19 novembre 2017

Learnings #16

1. Non è mai troppo tardi.
2. Cambiare è bello.
3. Cambiare implica fare tante cose.
4. Fra queste cose sono contemplate anche delle telefonate.
5. Odio fare telefonate. Questo non cambierà mai.
6. Sono interessante. So parlare in modo interessante. C'è gente a cui piace come parlo.
7. Mettere tanta carne al fuoco ogni tanto fa bene.
8. "Entrare in contatto con" significa sentire dolore inizialmente. L'importante è che l'ago tu lo veda dopo il forone.
9. La crema al pistacchio sul fondo del caffè al posto dello zucchero è buona. Soprattutto perché dà l'idea che in fondo a tutte le cose ci sia del verde.
10. Vediamo di recuperare questa scrittura.
11. Vediamo di recuperare questa vita.
12. Sarei pronta.
13. Una manciata di giorni può sembrare un serbatoio immenso.
14. Una casa bianca e legno, che profuma di lavanda e muschio bianco. Dove ci sia sempre del tè da scegliere.
15. Amami.
16. Il peccato più grave di tutti è l'egoismo.


5 ottobre 2013

Se io fossi..

- Se io fossi una lettera, che lettera sarei?
- Mmmm..la Emme.
- Lo sapevo..scontato. Perché?
- Perché quando dico l'alfabeto non sa mai se viene prima Emme o Enne, ma va bene lo stesso, che per me non è un problema.

Il riassunto di una notte è.. 
..un insieme di domande e risposte senza molto senso, ma che fanno sorridere.
..un insieme di cose che non si possono cambiare.
..un abbozzo di accettazione di se stessi come si è diventati.
..un preludio a sogni senza senso con particolari rilevanti.
..una litigata (o più di una), dei pianti, dei sorrisi, delle risate.
..paura.
..l'inizio dell'autunno, una pagina girata.
..cosa eravamo, cosa siamo, cosa NON siamo.
..un posto sicuro. Eri il mio posto sicuro.
..smettere di sentire obblighi che invece non ci sono.
..la possibilità di ricevere silenzio in cambio.
..il "non bastare", le cose che non si possono accettare, il tempo.
..occhiaie e sbadigli la mattina dopo, che tipo: 

- Ma stamattina stai bene davvero?? 
- Ehssì, Ehssì..YAHWN.


15 settembre 2013

L'Enrica

No. Nel senso che è stata tipo una giornata campale.
Intanto un freddo porco. Un po' di mal di pancia da ciclo. Cattivo umore dopo un sogno assurdo. Svegliarsi alle 7 invece di quando ti pare per via di un convegno. Il diluvio. Crema di domenica, che viene dopo il lavoro del sabato e appena prima della nuova settimana lavorativa.
Insomma non è che fossi felicissima di 'sta giornata. Mi giravano i coglioni, si può dire.

Ma mica son mancate le belle cose.
Risate (di vario genere, ma tutte tutte belle). Bambini che per una volta son bambini e non pazienti.
Patatine fritte che - diobò - sarà stato il classico buco nero cosmico da ciclo, ma erano proprio buone.
La conferma che quella persona stramba ci sa proprio fare, quando si tratta del suo lavoro.
La conferma (bis) che ho delle colleghe meravigliose.
La soddisfazione di poter stare vicino a un essere con la faccia da clown senza scappare a gambe levate (certo, non è che lo guardassi bene in faccia, per carità).
Ma la cosa più bella è stata l'Enrica.

Non conoscevo l'Enrica, prima di oggi.
Si avvicinano quatti quatti durante la nostra pausa di meritato caffè del convegno (lei e i suoi occhialetti dalla montatura tonda e spessa). Ci dice:
- Scusate! Io cerco lavoro, posso lasciarvi i miei dati? Ho solo un brutto foglio, non ne avete uno più bello? Ho lasciato anche i dati al bar, se per caso vi servissero chiedete a loro che hanno i miei dati e ve li daranno senza problema. Senza problema. Sono l'Enrica. Mi chiamo Enrica -. Guarda un po' il cielo, un po' il muro, spaesata.

E penso: Sai, Enrica? Crederanno tutti che a te manchi qualche rotella, e invece per me sei proprio una grande. Perché così bisogna fare: provare sempre, sempre e comunque, nonostante tutto quello che la gente potrebbe pensare di te. E' così che si fa ed è così che si ottengono riscontri.
Io, il tuo coraggio mica ce l'avrei, mi sa. 
E quindi brava, Enrica, che oggi qualche cosa di importante me l'avete insegnato anche voi, tu e i tuoi occhialetti dalla montatura tonda e spessa.
Altro che convegno.

30 agosto 2013

Dipendenze (caffè).

Una tizia qualsiasi un giorno va a cercare una macchinetta del caffè nuova, perché quella vecchia - con suo sconvolgimento e somma disperazione - si è guastata in maniera pressoché definitiva. E perché è una caffeinomane, chiaramente. 
Gira e gira per i reparti, osservando tutti i più moderni ed infernali aggeggi spara-caffeina, rimanendo affascinata da luci al neon, superfici d'acciaio, pulsanti colorati, led che la salutano da lontano, intuendo la sua presenza dall'aumento della temperatura ambientale circostante. Alla fine prende una decisione. Prenderà quella macchinetta a buon prezzo perché è di buona marca, ha tre sistemi di caricamento (cialde, polvere e capsule) ed ha pure una deliziosa forma a moka che mette assai di buon umore.
Ha preso una saggia decisione, pensa. Questo le eviterà di fare questa fine (si ringrazia Eli per il suggerimento, come sempre):