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12 agosto 2021

Pattume.

Portare fuori la raccolta differenziata è una di quelle cose semplici, sulla carta. Basta riempire i sacchi con i rifiuti giusti, farci un bel nodo col laccetto perché la puzza non fuoriesca, scendere le scale e attraversare la strada per lasciare l'immondizia al punto di raccolta. 

La verità è che portare fuori il pattume è un compito che si evita come la peste. Perché è faticoso. È noioso. Lasciamo che a farlo siano gli altri e, se mai si lamentassero, diremmo loro che - oh, mamma mia, che sarà mai! - non è poi un impegno così gravoso.

È un po' come quando uno si impegna a buttare via la merda che ha dentro, dopotutto. Tira fuori le schifezze una dopo l'altra, ci mette le etichette giuste, impara a conoscerle dalla puzza, dal peso, dalla consistenza scivolosa che lasciano sull'anima, come macchie oleose che non se ne vanno da quel paio di pantaloni. Poi infila il tutto nei sacchi, si sobbarca l'onere di trasportarli sul marciapiede opposto, la schiena curva sotto il peso dei fantasmi che soffocano la sua vita da anni.

E poi, così, lungo il tragitto sbuca fuori quel vicino che non vedeva da mesi, lui e le sue odiosissime infradito hawaiane. Lui, che lo guarda sudare e sorride, beffardo. E gli dice che non ne vale la pena, che l'esistenza può essere molto più facile di così, che basta gettare il pattume fuori dalla finestra, senza fare tanta fatica. Che la montagna di merda non crescerà mai a tal punto da raggiungere il balcone, no?

E d'improvviso quel qualcuno si rende conto che non sono il lavoro su se stesso, l'energia spesa copiosamente, la spossatezza, l'ansia di non riuscire, no: non è per quello che si sente un idiota. Si sente idiota perché è l'unico a comprendere il motivo per cui lo fa.

L'unico, sì, nonostante si senta profondamente uno di quei sacchi di pattume da abbandonare sul bordo della carreggiata, senza curarsene troppo.

1 maggio 2015

Learnings #9

1. Se qualcosa è andato storto, ricominciare da capo e ritentare richiede un grosso quantitativo di coraggio.
2. Chi ricomincia e ritenta merita tutto il mio rispetto e la mia gratitudine.
3. "..e temo il mio passato, il tuo passato, ma tu no..".
4. La gente a volte pensa di poterti dire cosa devi fare, a te che manco ai tuoi pazienti dici cosa devono fare. Allora basta dire "ciao.".
5. Ho voglia di kebab.
6. Le persone tonte mi infastidiscono; vorrei indire una petizione per scuoterle tutte quante così che i comparti stagni e separati nel loro cervello, rompendosi, facessero finalmente miscelare tutti gli ingredienti interni.
7. Credo nell'arrivo al punto di rottura, nelle situazioni difficili; da lì ci sono due strade: o si ricuce qualcosa o i due lembi si strappano. In ogni caso le cose cambiano.
8. Le settimane corte mi piacciono.
9. Prossimo obiettivo: primo giugno (perchè bisogna sempre pensare avanti).
10. Le lacrime a volte escono perchè ci si rende conto di essere dentro qualcosa di grande e bello e giusto e buono.
11. Idiota vestito da orco: levati dal cazzo e non provare a fare agguati da dietro, o ti infilo la bacchetta di Harry Potter dove dico io.
12. Si sposano tutti, figliano tutti. Il problema è che inizio a capire il perchè.
13. Oh, l'ho detto. Tiè.



21 novembre 2014

Etimologia.

Era dalle medie - avendo poi frequentato un Istituto Tecnico Industriale - che qualcuno non mi faceva riflettere seriamente sull'etimologia. Solitamente in mezzo a citazioni latine e greche mi sento più spaesata di un riccio sulla Paullese, però ammetto che la cosa ha un suo fascino e un suo perchè. Questo vale sempre, soprattutto quando una persona generalizza la curiosità per cose che riguardano tutto all'infuori del lavoro. Ovvio.

Stabilità. Ho pensato a questo. Ho pensato che chiunque mi chiedesse la cosa che bramo di più, quella sarebbe la stabilità. L'abilità di stare, etimologicamente parlando. Il che - riferito a me - fa un po' ridere.

Io sono quella che agisce, che REagisce, che si alza e va avanti, che si muove dalle stasi, che piuttosto di fermarsi un attimo si strangolerebbe con i lacci delle sue consumatissime All Star tarocche. 
Stabilità, abilità di stare. Mi rendo conto che solo ultimamente mi sto abituando a farlo, e manco è venuto da me, l'input. Coerente, al mio solito.

Stabile. Abile a stare, non ad andare. Andare dove, poi? Altrove, credo. In qualunque posto che non sia lo stesso di questo momento. In un pensiero che non sia quello formulato e sedimentato e al quale ci si sia abituati. Ah: in quest'ultimo caso, soprattutto, sono  sempre stata la regina delle fughe. Escapologia pura.

..quanto era inquietante, l'amico Houdini?
Ma, lo devo dire: la stabilità non sembra fare così schifo. Soprattutto quando deriva dalle cose giuste. È solo una novità, e io devo oltrepassare la paura che non mi consente di abituarmici (occorrerebbe usare il plurale, qui.."e dobbiamo oltrepassare la paura che non ci consente di abituarcici". Oddio. Si dice abituarcici? Ho dannatamente paura di no, ma oltrepasserò anche questa). 

Mica una ha bisogno di essere Houdini, dico.
Solo un po' più stabile. Mentalmente e non.

14 ottobre 2014

E per ora ce l'ho.

Succede così. Che uno sente parecchie volte una canzone e le dà un significato, un senso - ecco -, poi tutto d'un tratto le cose cambiano.

Per esempio una tizia qualsiasi cammina costeggiando il Centro di Formazione Professionale e pensa "che due balle, ancora pochi passi e devo spegnere il lettore", perchè è praticamente arrivata a destinazione. Poi nelle cuffie passa quella precisa frase cantata - una frase sentita decine di volte, perchè non è stato il fato a metterla nella lista della riproduzione automatica, eheheheh no - e qualcosa BOM. Scatta. Cambia.
E quella tipa dice..va beh io, sono io - e che mi devo nascondere? -..ricomincio.

E io dico "ma pensa te, ma te pensa: che roba diversa quest'oggi mi è passata per la testa". Che è un pensiero dolce, no? Da favola che uno legge quando è bambino perchè solo da bambini certe favole hanno una loro credibilità.

L'avevo sempre preso come un concetto in negativo. Una mancanza. 
Qualcosa che si vorrebbe avere ma che non si ha. E quindi rosica, babbea.
Invece stamattina, davanti al CFP, ho avuto questa immagine. Una specie di bauletto, uno di quelli in cui potrebbe anche esserci una ballerina su un piedistallo girevole (non fatemi usare la parola carillon, mi ha sempre nauseata). Un bauletto, quindi, in cui riporre qualcosa di prezioso, che non è qualcosa che manca, che non si ha, di cui essere invidiosi, no. È un qualcosa che non appartiene alla nostra persona ma che si ha la fortuna di avere vicino - ogni tanto capita, anche se non si sa per quanto, ma va bene lo stesso -. Qualcosa che va riposto in un bauletto sonoro quando è stanco perchè non si sciupi, che va cullato sul cuore per rallentare i suoi battiti da grillo salterino, che va maneggiato con cura per non modificarne i suoni.

Mi è venuto da sorridere, anche se una volta entrata nell'ascensore ho dovuto spegnere la canzone. Mi è sembrato bello sentire quanto preziosa sia diventata quella frase, ora, per me. Significati nuovi, nuovi percorsi, nuovi orizzonti, nuovi confini, vento nuovo. E ordine. Ordine e gioia.


"Tu hai l'anima che io vorrei avere".
E per ora ce l'ho. Punto.

15 settembre 2014

Sigmund è come il prezzemolo.

Allora: è iniziato settembre. Settembre è il mese delle novità, belle o brutte. A settembre succede sempre qualcosa che cambia le prospettive e pone di fronte a nuovi scenari.
Almeno capita a me.

Siccome mi pongo sempre questo problema del fatto che sono ermetica e poco immediata e che su questo blog magari non si capisce proprio dove voglio andare a parare certe volte, mi sono detta che sarebbe bello scendere nel concreto e condividere me in quanto me. Sticazzi questa mi piace, eheh.

Ho ricominciato a lavorare il lunedì lontana da casa, proprio come facevo una volta. Perciò dalla domenica al venerdì sera ho ripreso a fare l'eremita nel mio monolocale troppo arancione e ci sto da Dio, arancione a parte.
Uno scorcio di "Monolocale di La Marti". Bello, vè?
Stare lontana da casa mi pare solo un bene stavo scrivendo pene, Freud fai silenzio! , da una parte perchè mi permette di stare lontana da certi pensieri, dall'altra perchè posso permettermi di focalizzarmi su altri. Sigmund, ho detto di chiudere quella ciabatta!!

Credo di aver ribilanciato i rapporti che ho con determinate persone, in primis con me stessa. Convivo abbastanza bene con Martina, e nonostante abbia la lista delle sue fragilità scalpellata nel cuore, mi sembra di potermene fare una ragione. Si è sicuro aggiunta una lista di punti di forza, ecco. La bilancia è orizzontale. Per quella vera, di bilancia,  possiamo soprassedere.

Ci sono novità anche in campo piccolocuoreverde. Queste faccio un po' fatica a condividerle anche con il mio cervello, che tende a classificarle come "ohohoh. Potrebbe essere un ologramma", "Prova a darti un pizzicotto" e "Non starai mica iniziando a fantasticare?!". Ma ce la posso fare. Pian piano. Poi gli inizi son sempre belli.

Insomma. Questo è quanto. Di carne al fuoco ce n'è parecchia, bisogna solo stare attenti a non farla carbonizzare in fretta.
Auguro un buon nuovo inizio a tutti e tutte, ovviamente.
:)
Sigmund, basta: non voglio sapere a cosa assomigliano!!!

14 settembre 2014

Ice challenge (non bucket)

Piccolo albero innevato davanti ad una calda immensità.

Una richiesta piccola, sussurrata con voce pacata.

La parola un po' rotta dall'emozione, dalla paura, ma detta.

Credendo, sperando. Chiudendo gli occhi per non esplodere.


"Scioglimi".




13 agosto 2014

Ommioddeo.

- Non te la faccio nemmeno, la domanda. Tanto ho l'assoluta certezza che mi dirai di no -.
- Oh, eddai! Mi incuriosisci, che ne sai? -.
- Lo so e basta -.
- Tu prova! -.
- Ok, ma ti dico che lo so. Ti andrebbe di farti incatenare a doppio lucchetto in una cassa di legno col coperchio inchiodato e farti gettare nell'oceano in prossimità di un branco di squali a digiuno da tre giorni? -.
- No. -.
- Che ti dicevo, I knew it -.


Porco diavolo oh. Sei un cazzo di indovino.

24 marzo 2014

Potere ormonale della barba vieni a me.

In questa giornata in cui mi butterei dal balcone, così, per simpatia, riprenderei un attimo 'sta cosa.

No: ne vogliamo parlare? Un uomo con la barba è dannatamente più figo di uno che al posto della faccia ha il culetto di un neonato. Vi mostro, ad esempio, i seguenti casi esemplificativi:

A. Persona interessante
B. Buuuu, sfigato.







A. Ahhperò.
B. Dì la verità: cosa hai fumato?







A. Ci stiamo stempiando, eh?
B. Ommioddeo, Jude Law!!








A. Non ho vinto l'Oscar, ma fa niente.
B. Non ho vinto l'Oscar, e sento già un rigurgito acido lungo le pareti dell'esofago.




A. Dammi 'na pagnottella, va lah.
B. Ohhh.



A. Ooooh...chi è quella str**** wac***a vicino a lui??!!!
B. Tenero. Sei tenero (no, tu rimani figo 4 ever and ever).






Ora: mi pare chiaro, no? Voglio un uomo con la barba, possibilmente un po' cicciottello sennò mi sento in difetto, possibilmente con dei tatuaggi e simpatico.
Le mie AMICHE, che conoscono i miei gusti, mi stanno sottoponendo i seguenti candidati:
















Sui numeri 4 e 5 ci potrei seriamente fare un pensierino.
Ve lo dico.

8 febbraio 2014

Sei un'amica.

-        Ah, ma io lo so qual è il tuo tipo! – esclama A.S.S., con aria sicura.
-          Cosa? – ribatto io spaesata.
-          Sì, sì. Ti dico che è il tuo tipo. Hai presente quel film, quell'attore, in quel preciso momento della storia, quando ritorna e fa il matto? -.
-          Ehm….sì. -. 
La vedo che smanetta sul cellulare, ma so già cosa vedrò tra pochi secondi.
Ed è qui che comprendo: devo avere una qualche sorta di problema, sì.

-          Ecco: lui! -.


GIA'.

16 dicembre 2013

Dettagli

- Il mio ragazzo mi ha già detto cosa mi regalerà questo Natale..
- E cioè, cioè??!
- Un cazzo.
- Ahh, carino..
- Già.

- ...ma vero? O di gomma?

14 dicembre 2013

Spariamole grosse #2

Non mi interessa che:
- il pulsante di spegnimento/illuminazione schermo del mio cellulare verde si sia rotto dopo solo 11 mesi;
- io abbia deciso di metterlo in riparazione e comprarne uno nuovo (marca orientale, se vale quanto le loro cerette...);
- io abbia lasciato (complice la CASSIERASTORDITAFACCIADIEMME) la carta del MarcoPolo là dopo una giornata di corso intensivo sul metodo ABA con un docente simpatico quanto una famiglia di ricci attaccata al cu--;
- il PC mi sia quasi suicidato;
- Whattsapp (o come diamine si scrive) mi scada fra un giorno e la mia PayPal non si sia ancora ricaricata e mi serva Whattsapp (o come diamine si scriva) per comunicare con Uomodimerda;
- Uomodimerda non mi caghi (a questo punto, il punto precedente sembrerebbe quasi perdere la sua NON importanza, ma sono sicura che se alzassi bandiera bianca Uomodimerda mi cagherebbe istantaneamente);
- i miei famigliari mi facciano incazzare;
- avrei bisogno di tempo per preparare il mio concorso mentre sembra che io debba fare sempre duemilacinquecentosessantasei cose, anche per gli altri che non fanno una sega;
- abbia appena spatasciato in terra (e addosso a me) un cupcake di Santa Lucia pieno di panna e pallini colorati;
- senta paurosamente forte l'aorta a sinistra dell'ombelico che tra poco mi farà da massaggio cardiaco quando mi verrà un infarto.

No. Non mi interessa.
Devo vomitare. 
Probabilmente bile.
O l'aorta, giusto. L'aorta.

18 ottobre 2013

Spariamole grosse #1

- Le cose normali e semplici fanno per noi;
- Abbiamo un sacco di ottime qualità..trovarne, di donne come noi!!;
- Se un uomo si mette in testa di prenderci per il culo, poi non lo fa perché si innamora perdutamente di noi e preferisce sparire;
- Non ci piacciono le cose piccole (e infatti le spariamo grosse) (sì, ho detto che non ci piacciono le cose piccole.);
- Non è vero che quando siamo nervose tendiamo a scrivere molti cuori verdi e fare le cretine;
- Non è vero che quando siamo incazzate agitiamo su e giù le gambe che Tesmed ci fa una pippa;
- Non è vero che trattiamo male le persone, è che le persone non capiscono un ozzac;
- Non è vero che mancano due mesi e una settimana a Natale, Natale è dietro l'angolo;
- Non è vero che ci pesa il fatto che nei momenti più demmerda tutte le sfighe sembrano concentrarsi insieme e bussare alla porta;
- Non è vero che ci rimettiamo a rivangare il passato;
- Non è vero che siamo tentate di fare telefonate a cazzo di cane tipo alle 4,30 del mattino;
- Non è vero che pur di riempire il vuoto verseremmo della benzina dentro una scatola di cerini accesi;
- Non è vero che abbiamo istinti omicidi nei confronti dei bambini;
- Non è vero che era una smorfia di compatimento, era un sorriso sincero..........;
- Non è vero che spero che ti esploda l'amplificatore vicino alla gamba destra;
- Non è vero che diciamo troppo spesso "non è vero";
- Siamo contente di vivere in Italia, abitare a Cremona in prestito e soggiornare a Crema (quel posto splendido) per tutto il resto della settimana;
- Siamo felici della nostra vita, degli obiettivi raggiunti e del nostro status umorale attuale;
- Siamo persone che amano parlare di sé ed esternare per filo e per segno i propri pensieri;
- Siamo felici, contente e appagate.

Ora però, dateci il lettore mp3 che lo alziamo a palla e ce lo infiliamo nelle orecchie fino a sentirci male.
Perché così..stiamo troppo bene oh. Star bene non va affatto bene.

5 ottobre 2013

Se io fossi..

- Se io fossi una lettera, che lettera sarei?
- Mmmm..la Emme.
- Lo sapevo..scontato. Perché?
- Perché quando dico l'alfabeto non sa mai se viene prima Emme o Enne, ma va bene lo stesso, che per me non è un problema.

Il riassunto di una notte è.. 
..un insieme di domande e risposte senza molto senso, ma che fanno sorridere.
..un insieme di cose che non si possono cambiare.
..un abbozzo di accettazione di se stessi come si è diventati.
..un preludio a sogni senza senso con particolari rilevanti.
..una litigata (o più di una), dei pianti, dei sorrisi, delle risate.
..paura.
..l'inizio dell'autunno, una pagina girata.
..cosa eravamo, cosa siamo, cosa NON siamo.
..un posto sicuro. Eri il mio posto sicuro.
..smettere di sentire obblighi che invece non ci sono.
..la possibilità di ricevere silenzio in cambio.
..il "non bastare", le cose che non si possono accettare, il tempo.
..occhiaie e sbadigli la mattina dopo, che tipo: 

- Ma stamattina stai bene davvero?? 
- Ehssì, Ehssì..YAHWN.


15 settembre 2013

L'Enrica

No. Nel senso che è stata tipo una giornata campale.
Intanto un freddo porco. Un po' di mal di pancia da ciclo. Cattivo umore dopo un sogno assurdo. Svegliarsi alle 7 invece di quando ti pare per via di un convegno. Il diluvio. Crema di domenica, che viene dopo il lavoro del sabato e appena prima della nuova settimana lavorativa.
Insomma non è che fossi felicissima di 'sta giornata. Mi giravano i coglioni, si può dire.

Ma mica son mancate le belle cose.
Risate (di vario genere, ma tutte tutte belle). Bambini che per una volta son bambini e non pazienti.
Patatine fritte che - diobò - sarà stato il classico buco nero cosmico da ciclo, ma erano proprio buone.
La conferma che quella persona stramba ci sa proprio fare, quando si tratta del suo lavoro.
La conferma (bis) che ho delle colleghe meravigliose.
La soddisfazione di poter stare vicino a un essere con la faccia da clown senza scappare a gambe levate (certo, non è che lo guardassi bene in faccia, per carità).
Ma la cosa più bella è stata l'Enrica.

Non conoscevo l'Enrica, prima di oggi.
Si avvicinano quatti quatti durante la nostra pausa di meritato caffè del convegno (lei e i suoi occhialetti dalla montatura tonda e spessa). Ci dice:
- Scusate! Io cerco lavoro, posso lasciarvi i miei dati? Ho solo un brutto foglio, non ne avete uno più bello? Ho lasciato anche i dati al bar, se per caso vi servissero chiedete a loro che hanno i miei dati e ve li daranno senza problema. Senza problema. Sono l'Enrica. Mi chiamo Enrica -. Guarda un po' il cielo, un po' il muro, spaesata.

E penso: Sai, Enrica? Crederanno tutti che a te manchi qualche rotella, e invece per me sei proprio una grande. Perché così bisogna fare: provare sempre, sempre e comunque, nonostante tutto quello che la gente potrebbe pensare di te. E' così che si fa ed è così che si ottengono riscontri.
Io, il tuo coraggio mica ce l'avrei, mi sa. 
E quindi brava, Enrica, che oggi qualche cosa di importante me l'avete insegnato anche voi, tu e i tuoi occhialetti dalla montatura tonda e spessa.
Altro che convegno.

4 settembre 2013

Ti devo delle scuse.

- Mi spiace che tu debba conoscermi in questo momento particolarmente difficile..
- La fine di una storia importante?
- Il premestruo.
Bambina tipo Marty.

30 agosto 2013

Dipendenze (caffè).

Una tizia qualsiasi un giorno va a cercare una macchinetta del caffè nuova, perché quella vecchia - con suo sconvolgimento e somma disperazione - si è guastata in maniera pressoché definitiva. E perché è una caffeinomane, chiaramente. 
Gira e gira per i reparti, osservando tutti i più moderni ed infernali aggeggi spara-caffeina, rimanendo affascinata da luci al neon, superfici d'acciaio, pulsanti colorati, led che la salutano da lontano, intuendo la sua presenza dall'aumento della temperatura ambientale circostante. Alla fine prende una decisione. Prenderà quella macchinetta a buon prezzo perché è di buona marca, ha tre sistemi di caricamento (cialde, polvere e capsule) ed ha pure una deliziosa forma a moka che mette assai di buon umore.
Ha preso una saggia decisione, pensa. Questo le eviterà di fare questa fine (si ringrazia Eli per il suggerimento, come sempre):



6 agosto 2013

Che cool..o che cul?

Ditemi: quali sono le vostre chicchierate-tipo al telefono delle 9 di mattina mentre siete in ferie?
Lo so. Chiunque di voi starà strabuzzando gli occhi pensando "le uniche conversazioni delle 9 di mattina in ferie sono quelle con il mio cuscino, cocca".
Ma io sono alternativa. A me le biglie si aprono alle 8 del mattino e alle 9 ricevo telefonate.
Che cool! O che cul, dipende.
Fattostà che è stato tipo:

- Pronto? -. Questa sono io, con Desperate Hosewives che saltellava per il segnale del digitale.
- Come si chiamava quello che portava i morti nella Divina Commedia? -.
- Cosa? -. Probabilmente pensavo di non aver capito bene. E invece sì.
- Ho fatto un sogno -. 
Dentro me è risuonato tipo "I HAD A DREAM", ma lui non era Martin Luther King. Dannazione.
- Dai, quello che portava le anime..chi era? Con Dante, Virgilio! -.
- Ehhhm -. Caron dimonio, occhi di bragia, pensavo. Ma tacevo.
- Va beh. Comunque. Ho fatto un sogno. Il mio pupazzo di peluche mi portava nel viaggio -.
Un pennuto, vi preciso. Un pennuto di velluto (questa rima mi è venuta così, sappiatelo, e ne vado fiera).
- Ti portava..-. Io ero ormai entrata in modalità ripetizione. Modalità "ecolalica" si chiama, ma tanto non succede mai che l'interlocutore capisca che sta dicendo stronzate, o almeno non capita con i miei interlocutori.
- Sìsì. Mi diceva che era andato in pensione -.
- In pensione.. -.
- Sì, ma che era tornato per me -.
- Per te.. -.
- Per me un ultimo giorno di lavoro si poteva fare! -.
- Si poteva fare..-.
- Mi ascolti? -.
- Ti as..sìsì, ti ascolto.. -.
You....what??!

E mentre mi si snocciolava questo delirio onirico, dentro di me riflettevo. Pensavo..avete presente quando aprono il cranio e si vede il cervello di Saw, l'enigmista? (io no, non l'ho visto, ma pensavo a quello lo stesso). 
Mi dicevo: ma se lo facesse lui (magico interlocutore delle 9 di mattina)..sai quanta merda bisognerebbe togliere dagli interstizi sinaptici? Ma proprio tanta.
Sarebbe il caso di consigliargliela, dite? Magari, levandola, quello che resterebbe sarebbe comunque una telefonata alle 9 di mattina (illudiamoci: magari alle 9,30), però il dialogo sarebbe tipo:
- Mmm..pohhnto? -.
- Mm..hutto bene? -.
- Shi..shì -.
- Mmm..ntiamo dopo -.
- Shi..shaaao -.

Che dico: è nella norma, no? 
Chiedo troppo?

5 agosto 2013

I don't give a...

"Mi perderai a fare così, lo sai?"

Se non sei la mia chiave di casa, o il portafoglio, non è che m'importa molto....lo sai?

Me li ha fatti sorbire tutti i suoi film, tanto vale che li sfrutti per qualcosa...