Visualizzazione post con etichetta Fissazioni.. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Fissazioni.. Mostra tutti i post

2 aprile 2015

Tama 'n lumagot.

Forse quella persona, tempo fa, aveva ragione.
Aveva ragione a dire che io coi poco normali ci sto meglio che coi normali.
Qui si aprivano le diatribe sul "cosa è normale e cosa no", ma se uno fa poco il sofisticato, allora, va bene e si capisce.

Passa il tempo e io continuo a non sapere come comportarmi con i normali.
Continuo a non essere in grado di starci in mezzo senza sentirmi una lumaca. Sì, una lumaca. Che se mi toccano le antenne sparisco nel guscio che - per carità - sarà anche un bel guscio, ma è pur sempre poco comunicativo.

Ringrazio i masseteri, che sono ancora in grado di digrignarsi e serrarsi per non far spuntare fuori lacrime salate, concentro tutta la tensione nei denti, nei molari, e poi scoppio a piangere perchè non ce la faccio più a mordermi. E continuo fino a tardi, quando ormai il letto mica è più tiepido, e le mie braccia da camionista non mi stringono a sufficienza il torace.

Come una lumaca.
E non so più stare con me stessa. E ingoio discorsi che si dovrebbero fare.
E vorrei sembrare normale, in grado, competente, simpatica, carina, perfetta.
E pensare che invece so impostare una CI, so stringere una mano e comunicare una disabilità intellettiva, so far stare 10 persone in 9 stanze, so insegnare la tabellina del nove con le dita, so correggere test, so soffiare il naso a qualcuno senza smoccolarmi le mani, so piangere perchè la tristezza non è solo adulta e l'ingiustizia non è nel mondo, ma è appena fuori dal pianerottolo.

Non sono mai stata in giro per il mondo, approposito. Non ho assaggiato l'acqua di mare, non fumo, non bevo, non mi drogo. Non ho preso un aereo. Lascio le chiavi di casa nella toppa, quando esco al mattino. Perdo carta d'identità e codice fiscale, la testa l'ho ancora attaccata al collo, fortuna vuole.

Come una lumaca. Io sono una lumaca.
Senza bavetta, però.

Dai, è carina.

21 novembre 2014

Etimologia.

Era dalle medie - avendo poi frequentato un Istituto Tecnico Industriale - che qualcuno non mi faceva riflettere seriamente sull'etimologia. Solitamente in mezzo a citazioni latine e greche mi sento più spaesata di un riccio sulla Paullese, però ammetto che la cosa ha un suo fascino e un suo perchè. Questo vale sempre, soprattutto quando una persona generalizza la curiosità per cose che riguardano tutto all'infuori del lavoro. Ovvio.

Stabilità. Ho pensato a questo. Ho pensato che chiunque mi chiedesse la cosa che bramo di più, quella sarebbe la stabilità. L'abilità di stare, etimologicamente parlando. Il che - riferito a me - fa un po' ridere.

Io sono quella che agisce, che REagisce, che si alza e va avanti, che si muove dalle stasi, che piuttosto di fermarsi un attimo si strangolerebbe con i lacci delle sue consumatissime All Star tarocche. 
Stabilità, abilità di stare. Mi rendo conto che solo ultimamente mi sto abituando a farlo, e manco è venuto da me, l'input. Coerente, al mio solito.

Stabile. Abile a stare, non ad andare. Andare dove, poi? Altrove, credo. In qualunque posto che non sia lo stesso di questo momento. In un pensiero che non sia quello formulato e sedimentato e al quale ci si sia abituati. Ah: in quest'ultimo caso, soprattutto, sono  sempre stata la regina delle fughe. Escapologia pura.

..quanto era inquietante, l'amico Houdini?
Ma, lo devo dire: la stabilità non sembra fare così schifo. Soprattutto quando deriva dalle cose giuste. È solo una novità, e io devo oltrepassare la paura che non mi consente di abituarmici (occorrerebbe usare il plurale, qui.."e dobbiamo oltrepassare la paura che non ci consente di abituarcici". Oddio. Si dice abituarcici? Ho dannatamente paura di no, ma oltrepasserò anche questa). 

Mica una ha bisogno di essere Houdini, dico.
Solo un po' più stabile. Mentalmente e non.

16 agosto 2014

Acqua calda.

Ho ascoltato Zibba per un buon tre quarti d'ora, oggi. Una delle prime volte in cui parlava e non (solo) cantava.
L'intervistatore avrebbe avuto bisogno di logopedia, per quella S, ma lui no.
Oh..lui è semplicemente perfetto. Quasi supera Mary Poppins nei miei ideali.
Beh l'ho ascoltato e in quei 45 minuti ha detto varie cose, alcune intelligenti e altre simpatiche; e poi c'è stato quel punto dell'intervista in cui ha detto una cosa che dicono in molti. Chissà quante volte l'avrò sentita. Il punto sta nel fatto che o lui l'ha detta molto bene, oppure io era la prima volta che l'ascoltavo davvero. Che volevo ascoltarla davvero.


E gli chiede (Mister Serpente): "Raccontaci della canzone "Anche se fuori piove"..". E lui dice che beh, erano i primi giorni di una storia d'amore. Quelli in cui uno è preso e non gliene frega niente del resto. E alla fine quell'amore è finito.
E poi lui, stavolta di sua spontanea iniziativa, dice di "Margherita": "Per me era un grande amore. Lei mi lasciò dicendo che non aveva tempo e per me era assurdo. Cosa vuol dire non avere tempo per amare? Non aveva tempo per amare me e..peccato. Perchè io di amore gliene avrei dato".


E sta proprio qui il momento in cui io rifletto. Che: cazzo! Da due momenti di merda sono uscite delle cose meravigliose. Ok, probabilmente non rientreranno nei capolavori della storia degli anni duemila, ma sono canzoni che mi toccano, che mi hanno fatto e fanno piangere, più che apprezzabili per quanto mi riguarda.


E, penso io, che Amore è movimento. Amore è cambiamento. Dolore è movimento e cambiamento. Perchè siamo abituati a pensare al dolore come qualcosa che mummifica nella sua dirompenza, qualcosa per cui accasciarsi e fermarsi. Invece no: è da lì che nascono le cose più belle e che rappresentano i tentativi di spostarsi dall'empasse. L'arte, la creazione, il guizzo nascono dall'amore e dai suoi malfunzionamenti. È quando si cade che si può mostrare a tutti - in primis a se stessi - quanto si sia bravi a rimettersi in piedi. Succede anche per me, ora. È successo a me, allora. Probabilmente mi succederà ancora.

Perciò di che crucci si parla? Di quali difficoltà, problematiche? Tutte cazzate.
Gli artisti ci fanno arte, su questi problemi. Io ci pigio tasti e tanto mi basta.
E poi si va avanti.

Ps: che si fottano tutti. A Sanremo doveva vincere lui. Punto.

24 marzo 2014

Potere ormonale della barba vieni a me.

In questa giornata in cui mi butterei dal balcone, così, per simpatia, riprenderei un attimo 'sta cosa.

No: ne vogliamo parlare? Un uomo con la barba è dannatamente più figo di uno che al posto della faccia ha il culetto di un neonato. Vi mostro, ad esempio, i seguenti casi esemplificativi:

A. Persona interessante
B. Buuuu, sfigato.







A. Ahhperò.
B. Dì la verità: cosa hai fumato?







A. Ci stiamo stempiando, eh?
B. Ommioddeo, Jude Law!!








A. Non ho vinto l'Oscar, ma fa niente.
B. Non ho vinto l'Oscar, e sento già un rigurgito acido lungo le pareti dell'esofago.




A. Dammi 'na pagnottella, va lah.
B. Ohhh.



A. Ooooh...chi è quella str**** wac***a vicino a lui??!!!
B. Tenero. Sei tenero (no, tu rimani figo 4 ever and ever).






Ora: mi pare chiaro, no? Voglio un uomo con la barba, possibilmente un po' cicciottello sennò mi sento in difetto, possibilmente con dei tatuaggi e simpatico.
Le mie AMICHE, che conoscono i miei gusti, mi stanno sottoponendo i seguenti candidati:
















Sui numeri 4 e 5 ci potrei seriamente fare un pensierino.
Ve lo dico.