- Ah, ho capito: la donzella paga i biLietti e il messere le pagherà la cena alla locanda..-.
- Eh, già..proprio così..-.
- Ben fatto: son 18 quattrini! Serata di gaudio a voi! -.
E' iniziata così, al Palio di Isola Dovarese (qui qui qui).
Paese chiuso al traffico, riempito di paglia, di fiaccole infuocate e bracieri (chè le luci della piazza sono spente dal venerdì fino alla domenica), vecchi attrezzi rurali, specialità nostrane, musica ad ogni angolo, balli, spade, strade di ciottoli, spalti, isolani vestiti col colore delle contrade, passeggini agghindati con stole e drappi, falchi e arcieri.
E' continuata con la cena alla locanda (scelta tra le locande sparse per il paese: una per ogni contrada, chiaramente). Un vino speziato che - a detta di chi lo ha bevuto - è "ahahaBUONISSIMOahahNON SONO UBRIACAhaha".
7 settembre 2013
4 settembre 2013
Ti devo delle scuse.
30 agosto 2013
Dipendenze (caffè).
Una tizia qualsiasi un giorno va a cercare una macchinetta del caffè nuova, perché quella vecchia - con suo sconvolgimento e somma disperazione - si è guastata in maniera pressoché definitiva. E perché è una caffeinomane, chiaramente.
Gira e gira per i reparti, osservando tutti i più moderni ed infernali aggeggi spara-caffeina, rimanendo affascinata da luci al neon, superfici d'acciaio, pulsanti colorati, led che la salutano da lontano, intuendo la sua presenza dall'aumento della temperatura ambientale circostante. Alla fine prende una decisione. Prenderà quella macchinetta a buon prezzo perché è di buona marca, ha tre sistemi di caricamento (cialde, polvere e capsule) ed ha pure una deliziosa forma a moka che mette assai di buon umore.
Ha preso una saggia decisione, pensa. Questo le eviterà di fare questa fine (si ringrazia Eli per il suggerimento, come sempre):
Gira e gira per i reparti, osservando tutti i più moderni ed infernali aggeggi spara-caffeina, rimanendo affascinata da luci al neon, superfici d'acciaio, pulsanti colorati, led che la salutano da lontano, intuendo la sua presenza dall'aumento della temperatura ambientale circostante. Alla fine prende una decisione. Prenderà quella macchinetta a buon prezzo perché è di buona marca, ha tre sistemi di caricamento (cialde, polvere e capsule) ed ha pure una deliziosa forma a moka che mette assai di buon umore.
Ha preso una saggia decisione, pensa. Questo le eviterà di fare questa fine (si ringrazia Eli per il suggerimento, come sempre):
26 agosto 2013
Consegna: riordina le sequenze.
Ho le dita dei piedi fredde, e ripeterlo per la terza volta mi fa sorridere.
Incrocio le dita delle mani con quelle dei piedi e scuoto la testa per scacciare vecchi ricordi.
Uno scooter fuori romba e la tv continua a passare volti troppo giovani.
Non ho più voglia di scrivere storie, non mi vengono. Quelle che mi vengono non le caga nessuno, e io ho bisogno che qualcuno caghi quello che scrivo. Si capisce? O capisco sempre e solo io?
Fa niente, nel caso.
Ho le dita dei piedi fredde.
Sono qui un lunedì mattina davanti alla televisione che passa un video in collaborazione tra due “artisti” che non c’entrano nulla l’uno con l’altra e mi viene in mente che lui, una volta, abitava sopra casa tua.
Così mi avevi detto. Sembra un viziato. Uno che è lì non si sa perché.
Mi tengo dentro il vuoto che di te mi resta.
Ho le dita dei piedi fredde e questo post non ha decisamente senso, letto così fino alla fine.
Chiedo scusa.
Ora lo dividerò in sequenze e le mescolerò, per darvi l’idea di come tutti questi concetti siano posti a casaccio nella mia testa. Cosicché io non capisca proprio un bel nulla.
A chiunque riesca a riordinarlo o ci tenti, va un mio GRAZIE, insieme a un sorriso.
23 agosto 2013
Tempi moderni
Okkei. Ho scaricato
l’applicazione gratuita che consente di messaggiare, videochiamare (e sicuramente
molte altre cose che ancora non so) sul mio telefono. Non faccio nomi ma, per
farmi capire, è quella pubblicizzata dal personaggio che la mia ignoranza
calcistica - e sportiva in generale, ehh sì - mi porta ad etichettare “essere umano brutto e col nasone”. Cioè
Messi.
Uno di quei
miliardari in mutandoni che rincorrono una sfera che rotola, per intenderci.
Comunque.
No, è carino
eh. Una valida alternativa per quando UOZZAP mi scadrà in versione free.
Ma la cosa
che intrippa sono tutte ‘ste opzioni SOCIAL. Che fafffigo dai.
Ditemi: potevo
io resistere???
Ma no! Ora
vi illustro alcuni dei miei risultati.
22 agosto 2013
Chiamiamolo Billy
Stamattina è
capitata una cosa abbastanza schifosa.
Rifaccio il
letto e raccolgo il copriletto da terra (lo butto giù ogni sera, visto che fa
un caldo porco).
Beh, tra le
pieghe, salta fuori un bacarozzo nero gigantesco. Ma gigantesco nel senso che
sarà stato 5 cm di lunghezza. NEL MIO LETTO, si capisce?
Bene. Entro
in panico e mentre scarto l’opzione Bear Grills (prendilo con le dita e
mangialo) corro a prendere la paletta per la polvere. Non considerando che quei
cosi ad 8 zampe sono dannatamente rapidi.
Beh, il
bacarozzo (chiamiamolo Billy) finisce sotto il mio letto incassato nell’armadio a ponte (chiaaaro).
Impanicata
ancora di più estraggo il cassettone sotto al letto e lì lo vedo: Billy è al sicuro
all’ombra immerso in alcuni gatti di polvere. Porcazzozza. Sposto i mobili e
prendo la scopa.
Mi dico “Ehi..è
da un po’ che qui sotto non pulisco” (cercando nella mia mente un momento
passato in cui io lo abbia davvero fatto…ehm…).
Non sapevo
cosa sarebbe saltato fuori da lì sotto. Nell’ordine:
1. Polvere.
Di quella soda, condensata. Lo so, fa schifo.
2. Bacche
rosse. Rapido flash di quella carinissima piantina secca che si trovava sulle
mensole nella parte opposta della stanza e che, durante la mia assenza in un
weekend, ha bellamente deciso di cappottarsi disfacendosi per tutta la stanza.
Era lo scorso inverno. Il termometro in casa (dopo 3 giorni di stufa spenta)
segnava 9.8 gradi e io, nel raccogliere i cocci del bicchierino della pianta,
mi sono tagliata il dito. È stato allora che mi sono chiesta se mi trovassi per
caso sul set dell’ultimo capitolo della saga “Saw l’enigmista”.
3. Un
insetto di gomma arancione. No, cioè. Che cazzo è questa cosa? Di quale
proprietario del mio monolocale sarà mai stato quel COSO? Approposito: prima di
buttarlo nel cestino ho fatto delle foto. Vorrei che qualcuno, se mai lo
sapesse, mi spiegasse a quale specie appartiene.
4. Una
pallina trasparente.
Lo so che
qualcuno a questo punto se lo starà chiedendo.
NO: il
bacarozzo Billy non so assolutamente che fine abbia fatto.
Penso che
stanotte acquisirò il potere della levitazione e dormirò nell'aria.
Sì, farò
così.
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