11 febbraio 2018

Darth Vader non esiste più.

La vita altro non è che un susseguirsi di rappresentazioni. Immagini che suscitano sensazioni. Sentimenti.
Graffi sulla pelle che se ne vanno dopo una manciata di giorni. Odori che avverti in un preciso momento e che poi svaniscono.
Labbra. Volti. Capelli vecchi. Musiche. Modi di dire. Condivisioni.
Il tutto affastellato, sovrapposto, sovraesposto. Bassorilievi nell'anima che creano spessore, che riempiono, che illudono di essere contenuto.
Notifiche. Simboli. Luci nel buio. Chiamate. Centinaia di vorrei. Indifferenza. Rasoiate sussurrate nei sogni durante la notte.

Crederci, abbandonare. Punti di domanda. Ranocchie. Oche. Cavalli che mangiano carote.
Una vecchia fattoria di animali stronzi. Sionne.
Risposte. Silenzi. Fotografie. 10 parole io, 10 tu. Che diventano venti, cinquanta, cento, mille.
Senza significato. Piene di significato. Un  condimento di secondi, minuti, ore.
Tempo. Sprecato, speso, finito, vuoto, colmo, arrabbiato.

Non esistere. Voler non esistere.
Realtà che quando si stringe diventa aria. Fumo. Niente.

Bianco e nero. Bianco o nero.
Case di carta, di paglia, di legno, di mattoni.
E il lupo dietro l'angolo, che soffia.
Abbracciare il mostro.

Vento. Lenzuola. Pulito.
Luce.
Sole.
Sole.

Sola.


19 novembre 2017

Learnings #16

1. Non è mai troppo tardi.
2. Cambiare è bello.
3. Cambiare implica fare tante cose.
4. Fra queste cose sono contemplate anche delle telefonate.
5. Odio fare telefonate. Questo non cambierà mai.
6. Sono interessante. So parlare in modo interessante. C'è gente a cui piace come parlo.
7. Mettere tanta carne al fuoco ogni tanto fa bene.
8. "Entrare in contatto con" significa sentire dolore inizialmente. L'importante è che l'ago tu lo veda dopo il forone.
9. La crema al pistacchio sul fondo del caffè al posto dello zucchero è buona. Soprattutto perché dà l'idea che in fondo a tutte le cose ci sia del verde.
10. Vediamo di recuperare questa scrittura.
11. Vediamo di recuperare questa vita.
12. Sarei pronta.
13. Una manciata di giorni può sembrare un serbatoio immenso.
14. Una casa bianca e legno, che profuma di lavanda e muschio bianco. Dove ci sia sempre del tè da scegliere.
15. Amami.
16. Il peccato più grave di tutti è l'egoismo.


29 agosto 2017

Incontri ravvicinati di vario tipo. Sì.

Quando si possiede una casa propria (beh, propria è dir troppo, diciamo un rifugio per la notte) arriva quel momento della serata in cui, beh, ci si deve tornare. Per me, tendenzialmente, questo accade in un periodo compreso fra le 23 e le 23.30.
Se avviene prima è perché esco con le mie amiche che, ugualmente vecchie come me, temono lo squillare a vuoto della sveglia mattutina del giorno dopo - mentre noi invano cerchiamo di ricordarci le reali implicazioni della parola 'vita'.
Se avviene in ritardo è perché il giorno successivo non è lavorativo, oppure perché sono deficiente e non ho guardato l'orologio. Nell'ultimo caso ben mi sta.

Comunque. L'obiettivo di questo post è quello di informare chiunque lo legga (siete arrivati fino a qui? Bravi!) che a quell'ora si fanno incontri ravvicinati di vario tipo. Ma tanti, eh. Questi, ad esempio:

1. La famiglia indiana di ritorno dalla festa in centro in occasione del XYZ (celebrazione che cambia a seconda del mese). Di solito un marito che cammina molto più avanti, i due figli nel mezzo e una moglie che, approfittando dell'oscurità, si alza l'orlo del fantastico vestito dai riflessi dorati - che vorrei mi stesse bene almeno un quinto di quanto dona a lei, sempre - e si raddrizza le mutande.
2. Padroni di cani che non si fidano a portare a passeggio i propri animali quando è più probabile incontrare molti umani. Cioè di giorno, come fanno tutti. Di solito si tratta di Dobermann, Alani Arlecchino, Mastini dei Baskerville, Cerberi a tre teste, Tirannosaurus Rex.
3. Ubriachi/e. Persone che dondolano ignare sul ciglio della strada senza curarsi delle auto che - tanto è tardi, non c'è nessuno - sfrecciano a 80 km all'ora. Se si tentasse di aiutarle, alcune risponderebbero che abitano , indicando il nulla. Che non c'è da preoccuparsi. Solo non vedono la loro macchina, ma ci penseranno domattina. Altre invece non risponderebbero, perché sono troppo intente a vomitare. Il suggerimento è quello di tenersi alla larga comunque vada.
4. Gli stronzi. Sono quei sopracitati automobilisti che sfrecciano a 80 km orari e che, vedendo una ragazza inerme, si avvicinano pericolosamente al marciapiede per poi piantare una strombazzata infernale nelle sue orecchie e ridere da soli. Stronzi, appunto.
5. Ciclisti. Ci sono sempre, loro. Pedalano rapidi - tanto è tardi, non c'è nessuno -. Poi ti vedono. Fingono una scampanellata. Frenano rumorosamente e ti circumnavigano che nemmeno Ferdinando Magellano. Simpatici, sì. Stronzi, pure loro.
6. Persone senza animali che, accesa una torcia elettrica nelle mani, si avviano lungo la strada che dà nei campi. Bravi, coraggiosi, di certo amanti della natura -  per carità! - però ditemi anche voi che andare così incontro all'omicidio di propria spontanea volontà è da rincoglioniti. O no?
7. Il vicino di casa che rientra ogni singola sera nel tuo stesso momento. I casi sono due: o va fatto un pensierino di una papabile convivenza, oppure ci si dovrà recare in tribunale per discutere della denuncia di stalking.

E questo è quanto. Per ora.
Credo ad ogni modo che avrò la possibilità di raccogliere nuovi campioni e monitorare la situazione notturna della mia via per molto molto molto molto molto tempo ancora. Sì.
Stay tuned.

Ma soprattutto stayin' alive.
Ciao.

17 luglio 2017

Il doppio fondo della contestazione.

Sei muschio bianco sul collo,
la ferita sanguinante
che non mi farò cadendo,
rimanendo a camminare
su scarpe rovinate dalla mia
incrollabile
fede pedonale.

Sei il nero del caffè al mattino,
novanta centesimi
in centro
a marzo [deve esistere per forza],
quello che esci in piazza felice e ti dici
quant'è bello
il sole sui sanpietrini è bello.

E sei infine lenzuola pelose di notte
calda
e nascosta all'estate [che fa paura],
di code scattanti
nel parco dietro casa - non fa rumore la vita -
e la libertà
a tratti

dilaga.