8 novembre 2021
Privarsi dell'anima comporterebbe una lauta ricompensa.
2 novembre 2021
Del pescare.
Io che di tempo ne ho impiegato tanto, con la pesca, da piccina, so che un bravo pescatore è silenzioso, attento, paziente. Guarda con diffidenza ogni refolo di vento e sa contare sulla sua lenza sottile, per riempirsi lo stomaco la sera.
È rispettoso, il pescatore vero, e quando sa di non avere il diritto di prendere ributta il pesce troppo piccolo in acqua, senza manipolarlo troppo con le mani per non procurargli dolore inutilmente. Sopporta spine, creste, ami nella pelle, pioggia battente, odore stagnante. Sa aspettare e non prende mai le giornate sfortunate come accanimenti, ma come tappe necessarie lungo un sentiero scosceso.
Per questo, credo, quando ti penso la mia mente si popola di immagini di pesci. I pescatori siamo io e te, in un'alternanza magica che sa di predatore che si scopre preda - ricordi? Lo dice anche la tua coscia -. Le esche sono parole, opere ed omissioni, ma la colpa non si dà, perché è un termine che a te non piace e di cui io ho imparato a sorridere. Il pescato è sempre abbondante e sazia di una pienezza rara e tanto bella, quasi da doverne lacrimare.
E non so. Non so come meritarmi tutto questo. So solo che ho imparato a capire che tu mi.
Che io ti.
27 ottobre 2021
L'importanza sta nelle piccole cose.
Oggi questo bambino mi si avvicina a passo felpato. È strano, perché di solito devo pregarlo in cinese, inginocchiata sui ceci, per fargli fare le cose con calma, inibendo la sua naturale tendenza a tirare fuori ogni gioco dalle scansie.
Mette la mano a coppa a lato della bocca, per amplificare il suono del suo sussurro: "SSST!", mi intima. "Non dirlo alla mamma eh, perché non avevo il permesso, ma tieni, è tua. Così fai merenda".
E io non lo so.
Non so se commuovermi per il gesto in sé o perché abbia ritenuto possibile che io mi sfamassi in questo modo, quando invece la mia rappresentazione di merenda accettabile mi vede come un facocero a digiuno da un mese davanti al cenone di Natale.
Ad ogni modo sono sempre dei mostriciattoli tenerelli.
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| È un foglio A4, non un A3. Ho delle mani piccine, voglio precisarlo. |
18 ottobre 2021
"Senza un perché"
(Questo post andrebbe visualizzato in versione web, altrimenti temo sembrerebbero solo parole senza senso - non così tanto diversamente dal solito, dopotutto).
"Senza un perché":
14 ottobre 2021
Non lo so.
È per via del fatto che ormai i giorni buoni scarseggiano, diventano come un'eccezione immersa in una marea di giorni non buoni. È per via del fatto che ci sono relazioni che durano, che crescono fiere anche senza toccarsi, vedersi, sentirsi, e altre che dopo qualche tempo non sanno più trovare cose da scambiarsi. Perché ogni relazione è uno scambio, un baratto. Ti do un mio pezzo se mi dai quel tuo pezzo che io non ho ancora, perché lo desidero tanto. Ma non si prende senza sacrificare qualcosa. È così, ed è nell'ordine naturale delle cose.
[E, quindi, perché stai così, se tutto questo è normale?]
Vedi, quando uno passa la vita a limarsi gli spigoli, finisce che da quadrato diventa tondo. Quando si è tondi e non si ha qualcosa a cui aggrapparsi, ogni refolo di vento diventa leva. Motivo per scappare, dicono i più. Si scappa, si rotola, si scappa continuamente. Diventa quasi la modalità elettiva per andare avanti. Rotolare via e ricominciare.
[Credi che smetterai mai?]
Non lo so.


